Sinergia tra emergenza: bambina recupera in 5 ore la paralisi dovuta all'ictus

La giovane, colpita da paralisi in seguito ad ictus mentre era a scuola, nell'arco di poche ore dall'evento ha recuperato tutti i movimenti e le sono stati scongiurati danni permanenti peggiori

 TREVISO La tredicenne è stata dimessa dal Ca’ Foncello la settimana scorsa dopo l’intervento eseguito presso la neuroradiologia diretta dal dr. Francesco Di Paola e una breve degenza in neurologia, diretta dal dr. Domenico Marco Bonifati. Era entrata d’urgenza 5 giorni prima, giungendo con l’elicottero del Suem 118 di Pieve di Cadore da un centro della provincia di Belluno. La catena del soccorso era stata attivata alle 12  da un’insegnante dopo che la piccola, durante un momento di attività fisica a scuola, si era sentita male, colpita da emiparesi, perdendo la motilità del braccio e della gamba sinistri e mostrando una forte riduzione della lucidità.

Di fronte alla gravità della situazione, l’equipaggio dell’elisoccorso ha ritenuto di evitare destinazioni intermedie portando direttamente la piccola al Pronto soccorso di Treviso, ospedale Hub con Stroke Unit di riferimento.  Accolta dal neurologo di guardia, la paziente è stata tempestivamente sottoposta a tutti gli accertamenti tra cui risonanza magnetica e angiotac. Gli esiti hanno confermato che la paziente era stata colpita da un’embolia con occlusione dell’arteria cerebrale media. Un caso di ictus che, in tutte le sue forme, in età pediatrica ha un’incidenza inferiore ai 5 casi ogni 100.000 bambini.

“Per la paziente era concreto il rischio di restare affetta da una disabilità importante e che la mancanza di afflusso di sangue, e quindi di ossigeno, potesse complicare ulteriormente la situazione – sottolinea il dr. Francesco Di Paola -  Il quadro diagnostico era chiaro quando non erano trascorse che 4 ore dall’evento e si poteva ancora procedere con la trombolisi che però sotto i 18 anni non è compresa nelle linee guida, tanto rari sono i casi."

"Con il consenso dei genitori, consapevoli di come si trattasse di una corsa contro il tempo, abbiamo optato per la rimozione meccanica endovascolare, comunque  un trattamento eccezionale su bambini.  Come si fa in questi casi, tramite un catetere dall’inguine il trombo è stato raggiunto con una specifica sonda per essere rimosso con stent o aspirato. Questo trattamento è durato meno di un’ora, coronato da successo perché da subito la piccola ha recuperato completamente l’uso degli arti”.

In seguito la giovane paziente è stata affidata alle cure della neurologia, diretta dal dr. Domenico Marco Bonifati, dove ha trascorso 5 giorni sottoposta a terapie mediche di supporto, seguita dal dr. Simone Tonello,  e dove sono state individuate le cause dell’embolia. Ora è a casa, conduce la sua vita normale insieme ai genitori ed è già tornata a Treviso per salutare i medici che l’hanno curata.

“Sono felicissimo per la piccola paziente – sottolinea Francesco Benazzi, Direttore generale dell’Azienda Ulss 9 – e mi congratulo con tutti i professionisti che hanno lavorato a questo caso per il successo clinico. Treviso si conferma un riferimento importante per la cura dell’ictus ma questo risultato non è solo un successo dell’Ulss trevigiana; è la conferma dell’efficacia del piano delle reti cliniche a livello provinciale e regionale. In questo caso si sono dimostrate decisive due reti: quella dell’emergenza-urgenza e quella del percorso dell’ictus."

"Percorso clinico esatto e tempi rapidi, uniti ad un elevato livello professionale e alla collaborazione dei familiari, hanno consentito di raggiungere questo risultato qualche tempo fa impensabile. Da questa esperienza ci viene un’altra conferma: non è necessario avere a tutti i costi l’ospedale attaccato a casa ma è importante che ogni caso abbia l’ospedale che da la risposta giusta”.

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