Pugni e minacce: arrestato l'imam che maltrattava i bimbi al centro islamico

Si trova in carcere da martedì mattina un giovane bengalese, accusato di maltrattamenti nei confronti di una ventina di bambini. Le violenze durante le lezioni di religione

Il blitz della Digos durante la notifica del provvedimento di custodia cautelare ( Foto di PadovaOggi)

Martedì mattina la Digos di Padova ha eseguito un ordine di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 23enne del Bangladesh residente a Pieve di Soligo nel trevigiano ma di fatto domiciliato da 2 mesi nella città del Santo, accusato di maltrattamenti su bambini tra i cinque e i dieci anni, nel'ambito dell'operazione "Bad school" coordinata dalla procura padovana.

Percosse e umiliazioni

Il provvedimento è scaturito al termine di un'indagine avviata durante l'estate grazie alla collaborazione tra questura e scuola. É infatti dalle segnalazioni giunte dagli insegnanti un istituto primario della città che la polizia ha attenzionato i comportamenti dell'uomo, assunto presso l’associazione Bangladesh Cultural Center di via Jacopo da Montagnana. Lì il 23enne svolgeva quotidiane attività come predicatore, ma per diverse ore ogni pomeriggio insegnava anche la religione islamica a una ventina di bambini, per lo più bengalesi, dai quali di faceva chiamare "Maestro". I metodi di insegnamento erano incentrati sulla punizione e l'umiliazione. Imponeva ai piccoli lunghe ore di lezione, durante le quali dovevano restare immobili e recitare il Corano. Alla minima disattenzione o errore li colpiva con schiaffi, pugni, spinte, tirate d'orecchi. Il tutto davanti ai compagni, coprendoli di insulti e minacce.

Le prove

Vessazioni che hanno portato inevitabili ripeurcussioni sull'umore e il comportamento dei bambini, che durante le lezioni mattutine a scuola si sono confidati con gli insegnanti. Grazie alla lunga collaborazione con le istituzioni scolastiche e con la comunità islamica padovana, la Digos ha avviato un capillare lavoro di monitoraggio dell'uomo. Inequivocabili i riscontri audio e video registrati durante i pomeriggi al centro, che hanno portato il Gip a emettere il provvedimento di arresto e carcerazione.

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Indagini in corso

Ulteriori accertamenti sono in corso per capire se altre persone fossero a conoscenza delle violenze e non le abbiano denunciate, come pure per capire se il 23enne presentasse forme di radicalizzazione islamica. Dato questo ultimo che al momento non avrebbe trovato riscontro, poiché non risultano pratiche di indottrinamento verso i bambini. Il 23enne, in possesso di un permesso di soggiorno in scadenza, è stato arrestato per maltrattamenti su minore. Potrebbero anche essergli contestate violazioni all'ordinamento costituzionale in materia di diritto allo studio.

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