Incendiata una casetta per gatti sul Montello: tragedia sfiorata nel bosco

Ignoti hanno dato alle fiamme un piccolo ricovero per mici alle pendici della Presa 9. Sul fatto indagano ora i carabinieri di Volpago. Fortunatamente nessun gatto sarebbe deceduto

La casetta danneggiata

Nella notte di martedì scorso ignoti hanno dato fuoco ad una casetta che fungeva da ricovero per alcuni mici di una colonia felina sul Montello. La colonia, regolarmente censita, si trova all’inizio della Presa 9, incrocio Via 18 Giugno nel comune di Volpago del Montello. I gatti, da inizio anno, sono alimentati e seguiti dalla sig.ra Patrizia B. che giornalmente porta loro del cibo curando la pulizia dell’area. La stessa, supportata dai volontari dell'Enpa, prima del censimento si è fatta carico di sterilizzarne alcuni a sue spese. Per migliorare la comodità e per proteggere il cibo dalle intemperie, i volontari hanno poi dotato la colonia di una casetta in legno che è stata posta una decina di metri dalla strada, defilata alla vista dal bosco.

"Purtroppo, però, nel corso del tempo sono sorte diverse contestazioni sulla presenza dei gatti in loco con minacce e aggressioni verbali da parte di alcuni esagitati rappresentanti del modo venatorio millantando divieti inesistenti. In ogni caso, la situazione, in qualche modo, è sempre stata gestita al meglio - raccontano i volontari dell'associazione animalista trevigiana - Facile immaginare la sorpresa e lo sconcerto della sig.ra Patrizia quando, la mattina di giovedì ha visto che il paletto che segnalava la colonia era stato divelto e scaraventato a decine di metri le sono venuti i brividi. Infatti, giunta al riparo dei mici, si è trovata di fronte alla casetta semibruciata. All’interno i resti dell’incendio del letto di paglia e il dosatore delle crocchette tutto accartocciato, anche il telo di plastica della copertura era parzialmente sciolto".

"La fortuna ha voluto che il legno del ricovero fosse trattato con un prodotto per renderlo ignifugo altrimenti sarebbe stato l’innesco ideale. Se avessero preso fuoco le foglie secche e le sterpaglie del sottobosco arido, si sarebbe scatenato un incendio di proporzioni inimmaginabili coinvolgendo tutta l’area circostante, case comprese - continuano gli animalisti - La mattina di venerdì vi è stato poi il sopralluogo congiunto con Carabinieri Forestali della stazione di Volpago che hanno constatato i fatti e raccolto le testimonianze per avviare le relative indagini. Scampato pericolo dunque, per l’intolleranza e sconsideratezza di uno squilibrato si è rischiato un dramma. Sarebbe stato sicuramente un tragico fine anno per i boschi e gli abitanti dell’area". 

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