Morì nello schianto dopo una gara di velocità: la famiglia chiede un milione di euro

Processo al via per Daniel Mihali, 27enne di Fonte, accusato di essere coinvolto nel sinistro costato la vita a Mircea Timis, 24enne residente a Ramon di Loria

CASTELLO DI GODEGO Al via il procedimento penale in merito allo schianto di Castello di Godego costato la vita a Mircea Timis, 24enne romeno di Ramon di Loria, al termine di una folle gara di velocità. Sotto accusa c'è il 27enne di Fonte Daniel Mihali, ritenuto dal sostituto procuratore Laura Reale, titolare del fascicolo, direttamente coinvolto nel sinistro. Se dovesse essere riconosciuto colpevole di tutti i capi d'accusa, il giovane rischierebbe una condanna pesantissima: 12 anni di reclusione e una multa fino a 100 mila euro.

Nel corso dell'udienza preliminare di fronte al gup Silvio Maras, la difesa dell'imputato, rappresentata dall'avvocato Simone Guglielmin, ha depositato i risultati di una perizia tecnico-dinamica di parte (effettuata dall'ingegner Davide Pavon, che integra quella disposta dalla Procura ed effettuata nel corso delle indagini dall'ingegner Pierluigi Zamuner) secondo i cui risultati non ci sarebbe stata nessuna gara di velocità.

L'avvocato Chiara Tartari, che rappresenta la famiglia della vittima, ha chiesto un termine a difesa per studiare quei risultati. Si torna in aula a fine dicembre. Nel frattempo però l'avvocato Tartari ha depositato la costituzione di parte civile per il fratello di Mircea, chiedendo un risarcimento danni di 140 mila euro. Sarà però di un milione di euro la richiesta di danni che verrà presentata in sede civile dai genitori della vittima.

Oltre all'omissione di soccorso (art. 189 del codice della strada), di cui Mihali si è in parte assunto la responsabilità sostenendo di non essersi fermato ad aiutare la vittima perché colto dal panico, al 27enne vengono contestati anche i reati di morte come conseguenza di altro delitto e soprattutto la violazione dell'art. 9-bis del codice della strada: organizzazione di competizioni non autorizzate di velocità, con l'aggravante della presenza di una persona deceduta. Reato per il quale è appunto prevista una pena massima di 12 anni di carcere e di 100 mila euro di multa. L'omicidio colposo, inizialmente contestato, è stato assorbito proprio da questa ipotesi accusatoria.

La difesa di Mihali però è pronta a dare battaglia respingendo l'ipotesi che si sia trattato di una gara di velocità: l'indagato ha sempre sostenuto che, mentre al volante della sua Bmw 530 stava viaggiando a 50 km/h, è stato sorpassato da Mircea Timis vedendolo sbandare e schiantarsi. Che la vittima stesse viaggiando a folle velocità lo testimoniano le lamiere accartocciate della sua vettura, anche questa una Bmw 530, e la vastità del raggio in cui sono stati ritrovati i resti dell'auto che per decine di metri hanno invaso via Caprera a Castello di Godego. Di certo c'è che Mihali non guidava sotto l'effetto di alcol o stupefacenti.

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