Avevano "clonato" in tutto e per tutto un'auto rubata: nei guai finiscono due nomadi

I due uomini sono stati scoperti dalla polizia locale di Cimadolmo dopo un inseguimento lungo il greto del Piave. L'accusa è di riciclaggio, ricettazione e produzione di sigilli di Stato contraffatti

CIMADOLMO Nella giornata di sabato gli agenti della Polizia Locale Sinistra Piave del Comando di Cimadolmo sono stati impegnati in un intensa attività investigativa dai risvolti molto interessanti. Il personale impegnato nel servizio di controllo del territorio ha infatti improvvisamente intercettato un suv coreano di colore nero che era già stato segnalato da alcuni giorni per attività sospetta. A quel punto ne nato un immediato inseguimento per le vie del comune di Cimadolmo, tanto che i passeggeri in fuga hanno cercato di eludere l’alt dei poliziotti rifugiandosi con il veicolo nelle stradine sterrate che portano al greto del fiume Piave. 

Le due autopattuglie che si erano date all’inseguimento, però, hanno in breve tempo avvistato l'auto per poi bloccarla con una mossa a tenaglia proprio in prossimità dell’alveo del fiume. Immediatamente controllati i due nomadi a bordo, il veicolo ha fin da subito evidenziato delle anomalie. Per questo motivo sul posto è poi giunto un operatore in forza al Comando specializzato nella contraffazione e nel falso documentale. Direttamente sul greto sono così iniziati i primi controlli sulla vettura che, da una prima analisi, appariva alterata nei segni distintivi. Recuperato successivamente il mezzo, poi posto sotto sequestro, sono iniziate le analisi microscopiche sul telaio e su altri particolari non divulgabili perché attualmente oggetto di indagine. Dalle verifiche effettuate è così emerso che il suv coreano era il clone perfetto creato su una vettura rubata in Campania un anno prima, auto poi sottoposta ad attente modifiche da parte degli indagati tanto da dare al suv una nuova identità identica a quella in possesso di un ignaro cittadino dell’Emilia Romagna che si vedeva difatti recapitare a casa sanzioni al Codice della strada e atti relativi a “scorribande” commessi proprio con una vettura uguale alla sua e con medesima targa e documenti.

Un vero e proprio incubo, dapprima per il cittadino campano che si è visto sottrarre l’auto e successivamente per il giovane romagnolo. La vicenda apre quindi uno scenario inquietante ovvero la clonazione di autovetture con tecniche sempre piu raffinate e precise, capaci di produrre di una macchina una copia identica in ogni aspetto compresi tutti gli elementi identificativi ed i documenti, tanto da eludere i controlli di routine e che richiede per essere scoperta competenze tecnicoscientifiche all’avanguardia. In ogni caso, i due soggetti sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per i reati di riciclaggio, ricettazione e produzione di sigilli di Stato contraffatti.

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