I vigili fanno sgomberare i musicisti di strada: pioggia di insulti sui social

La polizia locale e il Comune di Castelfranco vogliono querelare gli utenti che hanno insultato i vigili su Facebook dopo la loro decisione di allontanare alcuni artisti da Piazza Giorgione

In foto: le bancherelle di Piazza Giorgione (Immagine d'archivio)

Lo scorso venerdì (6 dicembre), durante il mercato settimanale in Piazza Giorgione, un gruppo di musicisti stava suonando. La Polizia Locale, nell'ambito del servizio di vigilanza, ha chiesto loro se si stessero esibendo nel rispetto del regolamento vigente. Constatata la mancanza di autorizzazione, i musicisti sono stati informati sulle modalità per mettersi in regola e allontanati dalla piazza.

L'episodio sembrava concluso ma, poche ore dopo, sui social network la vicenda è stata segnalata ed ha iniziato a generare una pioggia di odio e insulti nei confronti della Polizia locale: commenti offensivi, parole denigratorie e tantissime accuse che hanno leso l’onore e il prestigio del Corpo, nonché calpestato con disinvoltura la dignità dei singoli lavoratori. Il Comune è dovuto intervenire sulla questione andata fuori controllo. «Anzitutto nessuno è stato “sgomberato” o “cacciato” e la Polizia Locale è stata offesa e diffamata per aver compiuto il proprio dovere. Dovere che include anche vigilare sul rispetto delle regole per una civile convivenza - ha dichiarato il sindaco, Stefano Marcon - Le iniziative musicali sono ben accolte purché nel rispetto delle norme vigenti, che l’amministrazione si sta comunque impegnando ad aggiornare. Il gruppo musicale in questione, troverà sicuramente spazio conciliando la propria attività con le modalità consentite». Sulla questione è voluto intervenire anche il comandante della Polizia locale, Pina Moffa: «Bisogna precisare che si può esprimere il proprio pensiero anche in modo civile. C’è la convinzione che sui social si possa scrivere qualsiasi cosa senza conseguenze, ma chi scrive, spesso, non se ne rende conto. Si ricorda che i messaggi a contenuto lesivo dell’onore e della reputazione di un soggetto, integrano il delitto di diffamazione previsto dall'articolo 595 del Codice penale. L’offesa, una volta pubblicata sul social, raggiunge più destinatari e assume pertanto un carattere pubblico. Per i commenti offensivi relativi al fatto in questione, si sta valutando di procedere con querela».

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