Intervista ai Lacuna Coil: dalle vacanze a Jesolo al Delirium di Suoni di Marca

A poche ore dall'inizio del loro attesissimo concerto trevigiano abbiamo intervistato la cantante Cristina Scabbia per farci raccontare i segreti di una delle band metal più apprezzate al Mondo

TREVISO C'è molto più Veneto di quanto si possa immaginare nel passato di Cristina Scabbia, voce graffiante e inconfondibile dei Lacuna Coil, una delle band italiane attualmente più apprezzate dal pubblico e dalla critica internazionale.

La raggiungiamo pochi minuti prima dell'inizio della loro attesa esibizione sul main stage di Suoni di Marca, nella serata di martedì 1 agosto, un live (a ingresso gratuito) che promette grande spettacolo per tutti i fan pronti a invadere le Mura di Treviso. Il loro ultimo disco, "Delirium" è stato pubblicato ormai più di un anno fa ed è subito apparso come una svolta, se possibile ancor più dark, nella discografia della band milanese. La prima domanda che rivolgiamo alla cantante del gruppo parte proprio da qui: Com'è cambiato il vostro modo di relazionarvi alle canzoni di un disco così cupo e personale, dal momento in cui le avete composte fino a oggi? "Sicuramente" risponde Cristina "le canzoni dell'ultimo disco nascono da un profondo senso di malessere interiore che spesso ci opprimeva mentre eravamo in studio a comporre. Riuscire a mettere in musica queste emozioni è stata una sorta di terapia per noi. Oggi che le suoniamo sui palchi di tutto il Mondo, la loro carica emotiva si è certamente modificata, ma non per questo diamo meno peso al significato che i brani di Delirium hanno per noi. Nella loro veste live, le canzoni dell'ultimo disco ci piacciono molto. Abbiamo cercato di non sovraccaricare con troppi effetti le canzoni eseguite in studio così da poterle replicare il più fedelmente possibile nel momento in cui andiamo a suonarle dal vivo".

Nel tour di "Delirium" c'è stato finora qualche episodio delirante o particolarmente degno di nota rispetto alla routine di una tradizionale tournée? "Pensandoci bene non mi sembra ci siano capitate particolari stranezze finora, però pochi giorni fa, al termine di una nostra data a Frosinone ci ha fatto molto piacere la visita dei Goblin, storica band italiana che per noi ha da sempre rappresentato un grande punto di riferimento". Dopo una piccola parentesi di concerti italiani tornerete, a fine estate, negli Stati Uniti d'America e in Canada per un lungo tour. Quali sono, secondo voi, i Paesi del Mondo in cui la scena metal è attualmente più attiva e prolifica? "Ce ne sono molti, a partire proprio dagli U.S.A ma anche in Europa nazioni come Inghilterra, Belgio e Germania hanno da sempre dimostrato una particolare attenzione per il genere che noi suoniamo. E' in questo modo che negli anni siamo riusciti a costruirci un nostro spazio all'estero, grazie a un'apertura davvero considerevole verso il metal che in Italia, purtroppo, fatica a prendere piede. Personalmente però, non lo vedo come un problema: si tratta solo di aspettare che questo genere venga sdoganato, com'è successo di recente al rap italiano. Sono sicura che se i talent televisivi iniziassero a puntare di più su un genere come il nostro, il metal avrebbe di sicuro più spazio in Italia". Dal vivo date sempre grande importanza all'aspetto scenico delle vostre esibizioni. Qual è il messaggio principale che i Lacuna Coil vogliono trasmettere ai fan durante i loro live? "Si tratta di uno scambio reciproco di energie tra noi e il pubblico, in realtà. Noi cerchiamo ogni volta di dare tutta la nostra energia a chi ci ascolta, ma allo stesso tempo traiamo un sacco di carica positiva nel vedere la gente emozionarsi sotto al palco. Suoniamo da circa vent'anni ormai ma ogni volta, prima che il concerto inizi, è come la prima. Ai costumi e alle scenografie diamo sempre tanta importanza perché fanno parte del nostro essere, penso che aiutino lo spettatore a entrare ancor di più nel messaggio che vogliamo comunicare". Chiudiamo l'intervista parlando del loro rapporto con Treviso e con il Veneto. E' passato un po' di tempo ormai dalla loro ultima esibizione nella Marca, ma Cristina ci sorprende dicendo che conosce molto bene queste zone. "I miei genitori hanno entrambi origini venete e da piccola ricordo un sacco di estati trascorse tra Treviso e il litorale di Jesolo. Purtroppo non riusciamo a venire qui così spesso come vorremmo, ma personalmente mi ritengo davvero molto legata a questa terra".

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