Insultato dai razzisti sui social, vince bronzo mondiale con Italia nel karate

Nella giornata di venerdì, dedicata alle gare della categoria cadetti (16-17 anni), Abouba Kone, è andato a strappare un bronzo nel kumite a squadre che vale come una grandissima rivincita

TREVISO È uno dei volti simbolo dei Campionati Italiani di Karate Shotokan in programma al Palaverde di Villorba, Treviso. Non solo perché, insieme a Caterina Dozzo e Francesco Ouattara è uno dei trevigiani della nazionale italiana di karate, ma soprattutto perché nella giornata di ieri, dedicata alle gare della categoria cadetti (16-17 anni), Abouba Kone, è andato a strappare un bronzo nel kumite a squadre che vale come una grandissima rivincita. Nella pagina Facebook di un organo di informazione locale, che riportava la notizia della sua convocazione in nazionale, un mese fa Abouba insieme al compagno di squadra Francesco Ouattara era stato preso di mira da alcuni commenti razzisti, che offendevano le sue origini africane.

Un episodio che non aveva lasciato indifferente Abouba, diciassettenne nato e cresciuto a Treviso, capace tuttavia al momento della gara di lasciarsi alle spalle tutto con una prestazione degna del podio alla sua prima apparizione mondiale. «Inutile dire che non ci pensavo quando sono salito sul tatami – dichiara Abouba Kone – ma appena ho sentito il grandissimo tifo che veniva dagli spalti, ho messo tutto da parte e mi sono caricato tantissimo. Sono felice, era il mio esordio al mondiale e sono fiero di aver conquistato un trofeo con l’Italia». Oltre la conquista del bronzo, in una giornata segnata dal predominio inglese e russo (rispettivamente 5 e 6 medaglie), a fare notizia è il coronamento di un percorso di rivincita che, da quell’episodio di odio social, ha visto il “piccolo” sport del karate unire tutti gli sport della città: a favore di Abouba Konè e Francesco Ouattara, infatti, una settimana prima dell’avvio del Mondiale le società sportive della città di Treviso avevano sottoscritto un documento congiunto contro ogni forma di razzismo nello sport.

«Bellissimo che sia stato il karate a riuscire in questa impresa – prosegue Abouba – è uno sport che mi ha insegnato tanto e sono contento che abbia portato questo messaggio a tanti altri sportivi». «Non c’è nessuna differenza, c’è solo l’unità nello stile Shotokan – afferma il presidente dell’Istituto Shotokan Italia, Rino Campini – questo evento si candida ufficialmente ad essere non solo una grande manifestazione sportiva ma anche la testimonianza di un autentico messaggio sociale»

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