Crisi Panto, i lavoratori scendono in strada e bloccano la Postumia

Mercoledì mattina i dipendenti della Panto sono scesi in strada, distribuendo volantini tra gli automobilisti. Rallentamenti e disagi sulla Postumia ma anche tanta comprensione dai passanti

Tengono duro i lavoratori della Panto, l'azienda di serramenti di San Biagio di Callalta, in sciopero ormai da una settimana.

Dopo la delusione per le proposte fatte dall'azienda martedì, ieri mattina i dipendenti sono scesi in strada, nei pressi dell'azienda, distribuendo volantini agli automobilisti di passaggio lungo la Postumia, fino a mezzogiorno, per poi spostarsi al centro commerciale Tiziano.

Inevitabili i disagi e i rallentamenti lungo l'arteria molto trafficata ma, fatta eccezione per qualche protesta isolata, i più hanno capito e mostrato solidarietà nei confronti dei lavoratori Panto, che da tre mesi non percepiscono lo stipendio nè hanno risposte certe circa il futuro dell'azienda.

La crisi della Panto è "una cartina al tornasole della situazione che riguarda molte medie aziende della provincia, cioé quella di un'azienda in crisi ma recuperabile", sostiene il segretario di Cgil Treviso, Paolino Barbiero.

"Occorre partire subito - prosegue Barbiero - con un piano del lavoro provinciale che coinvolga, in una logica di sistema, gli istituti di credito del territorio rispetto alle situazioni di criticità del tessuto produttivo. Penso ad esempio ad un consorzio di banche che, rispetto alle situazioni oggettivamente recuperabili, possano trovare, anche con l'utilizzo di strumenti pubblici di finanziamento, una modalità che consenta un più agevole accesso al credito anche grazie ad una distribuzione del rischio tra più istituti".

"Banche nei cui consigli di amministrazione - sottolinea Barbiero - siedono molti degli imprenditori della provincia di Treviso".

E il tema delle imprese con contrazioni della marginalità e innalzamento del debito sarà al centro di un'assemblea aperta alle istituzioni e alle forze politiche, convocata proprio alla Panto lunedì prossimo.

All'incontro è invitata anche la famiglia Panto, che finora non si è esposta. Se non ci saranno novità da martedì i lavoratori occuperanno lo stabilimento.

 

 

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