Chiede le ferie per osservare il Ramadan, lo licenziano e lui fa causa

Un operaio marocchino di Maserada sul Piave sarà risarcito si circa 87mila. Allontanato dalla ditta nel 2008 per assenza ingiustificata, il giudice invece gli ha dato ragione

Licenziato a causa del Ramadan, un operaio marocchino di Treviso dovrà essere non solo reintegrato ma anche risarcito. La vicenda è riportata da La Tribuna di Treviso.

Il protagonista della vicenda, che risale al 2008, lavorava in una ditta di Maserada sul Piave. In vista del Ramadan aveva chiesto al caporeparto una settimana di ferie, la prima del periodo di digiuno. Ferie concesse, visti i 19 giorni di ferie ancora a sua disposizione, al suo ritorno è stato licenziato per assenza ingiustificata superiore ai quattro giorni.

Di ingiustificato, però, c'era solo il licenziamento. Il giudice Marco Rinaldi, nei giorni scorsi, ha stabilito che l'operaio deve essere reintegrato al lavoro ed essere risarcito con le retribuzioni corrispondenti al periodo tra il settembre 2008 e il luglio 2012. Circa 87mila euro, ai quali andrà ad aggiungersi il corrispettivo di 15 mensilità, in quanto l'operaio ha rinunciato al reintegro.

Fondamentale nella vicenda la testimonianza di un collega del marocchino, che aveva assistito al colloquio con il capoturno, e degli altri dipendenti, che hanno confermato il ruolo di superiore del capoturno in assenza del responsabile.

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