Il Liceo Levi a Villa Emo con “l’iniqua giustizia della guerra”

Il racconto di Villa Emo, trasformata da luogo del bello, dell’eleganza, in luogo del dolore, della sofferenza e della pietà umana durante la Grande Guerra sarà narrato dagli studenti, che leggeranno nel parco alcune lettere di soldati al fronte

VEDELAGO L'iniqua giustizia della guerra. La guerra giusta, santa e inutile. Difficile dimenticare nel 2018, centenario della fine della Grande Guerra, per un Liceo che si trova tra il Grappa, il Piave e il Brenta, quella guerra che ognuno dei belligeranti riteneva sacrosanta, talmente giusta che ognuno pensava di avere Dio dalla propria parte. La vittoria determinò il giusto e l’ingiusto, tranne che per quell’elenco infinito di morti, sommersi tra il fango della Marna e quello del Piave, fango che sommerse anche i nati nel 1899, ragazzi che non videro neppure l’alba della giovinezza. Ma il vincitore, si sa, ha sempre ragione.

Il tema proposto. Da qui è partita la riflessione di studenti e docenti del Liceo classico Levi, stimolati dalla proposta fatta a settembre dal professor Alberto Camerotto e Filippo Maria Pontani, ovvero di ragionare sull’idea di DIKE/ΔΙΚΗ, la giustizia tra l’Olimpo e la terra. Cos'è la giustizia, Dike, figlia di Zeus e Themis, crocevia di pensiero religioso e razionale? E’ teodicea, ordine e volere degli dei, nèmesi di creature soprannaturali, punizione dei torti e ratio di un destino assegnato. Ma è anche un fatto umano, diritto scritto e amministrato nelle città, lasciato anche in eredità alla più salda e sistematica codificazione dei Romani, che fonderanno il sistema tuttora alla base di molte delle nostre società. La riflessione su DIKE/ΔΙΚΗ è stata incrociata con la memoria della Grande Guerra di cui quest’anno si conclude la celebrazione del centenario e così si è andati alla ricerca di un luogo memoriale come Villa Emo e di una serie di testi classici che dicano la guerra per gli antichi e il suo scontrarsi o incontrarsi con la giustizia.

Lo stile dei Classici contro. Gli autori classici, letti e studiati dagli studenti contrariamente a quanto si pensa e si immagina, sono motore potentissimo del pensiero, ci aiutano a metter in discussione tutto e possono contribuire a rivoluzionare la nostra visione del presente. Soprattutto nei tempi difficili i classici mettono in gioco il loro pensiero libero, che ci permette di superare le semplificazioni e andare oltre le rigidezze dell'abitudine, per guardare al futuro con una prospettiva più ampia e con spirito critico e costruttivo. Una linea che il Liceo di Montebelluna ha sempre seguito, in particolare in questi ultimi quattro anni grazie al sodalizio con Alberto Camerotto e Filippo Maria Pontani, docenti dell’Università di Venezia e ideatori e animatori del progetto Classici Contro.

L’evento. Il risultato di questo lavoro sarà presentato il prossimo 28 aprile a Villa Emo a partire dalle ore 16,00. Un luogo e una data particolari.

Il Luogo. La Villa, progettata da Andrea Palladio, fu terminata nel 1570. Dal 1996 è stata inserita dall'Unesco nella lista dei patrimoni dell'umanità. Raccontare il suo disegno, il particolare rapporto tra edificio e ambiente e i dipinti di Battista Zelotti , già collaboratore di Paolo Veronese, con scene dalle Metamorfosi di Ovidio soggetti cristiani e scene di storia romana, offre una potente sintesi della storia del gusto dall'antica Roma al Rinascimento. I nostri allievi lo faranno a partire dalle ore 16 e per tutto il pomeriggio. Chiunque potrà (con un biglietto scontato per l’occasione a soli 7 euro) visitare la guida con il commento dei nostri allievi, ne parleranno sia dal punto di vista artistico e anche storico visto la particolare prospettiva con cui Andrea Palladio la realizzò.

La data. Questo luogo è anche un memoriale perché durante il Primo conflitto mondiale fu sede del comando inglese sul fronte italiano e di un ospedale militare da campo. Dopo la disfatta di Caporetto, del novembre del 1917, viene requisita e trasformata in sede di comando e ospedale militare da parte del Regio esercito italiano. Il fronte è a pochi chilometri, vicino corre la ferrovia: Villa Emo diventa così strategicamente importante. 

Attraverso lettere, carte militari, foto, inventari e censimenti sulle popolazioni in fuga dall’area di Montebelluna, note di requisizione di bestiame, fieno e cereali, perizie sui danni patiti dalla Villa e dal compendio, è possibile il racconto di un’altra guerra, dietro al fronte, in villa. Lo faremo semplicemente con la lettura di alcune testimonianze che gli studenti faranno in alcuni punti precisi del parco là dove si presume i feriti erano stati ammassati e dove più di qualcuno a terminato tragicamente la sua sofferenza.

Il centenario. Il 28 aprile 2018 sarà il centenario della morte Gavrilo Princip, l’attentatore di Sarajevo, non aveva ancora 24 anni. Il 24 aprile 1918  il Generale Giardino assume il comando della 4 armata sul Monte Grappa, questa armata perderà 24mila uomini durante la battaglia di Vittorio Veneto (ottobre 1918), due terzi delle perdite italiane in quella battaglia.

Il supporto del territorio. Un Liceo che dialoga con il territorio il Levi, lo dimostrano le tante aziende che aderiscono al progetto “Alternanza scuola lavoro”. In questo caso ha trovato l’adesione subito positiva della Fondazione Villa Emo e del suo presidente Armando Cremasco. Dal territorio poi è arrivata una risposta corale ben rappresentata dal patrocinio di ben 22 comuni del Montebellunese, della Pedemontana del Grappa e della Castellana: l’iniziativa mette in relazione cultura, scuola e territorio, trasformando la ricerca di docenti e allievi in una risorsa per comprendere il tempo presente.

  Tre le proposte accademiche. Alla sera, nella splendida barchessa di Villa Emo, parleranno Roberto Nicolai dell’Università la Sapienza di Roma che a partire dalla trilogia tragica dell’Orestea di Eschilo racconterà le diverse forme della dike, giustizia, nel mondo greco. E’ particolarmente noto nel mondo scolastico per la storia della letteratura greca che ha scritto assieme al collega Luigi Enrico Rossi. Sarà poi la volta del professor Alessandro Iannucci che parlerà su ingiustizia, adikia, della guerra dal poeta epico Omero al tragediografo del V secolo a.C. Euripide. Iannucci rileggendo la tragedia delle prigioniere Troiane in balia del nemico greco che ha già gettato, con atto barbaro, il piccolo Astianatte dalle mura di Troia. Termina Dino Piovan docente dell’Università di Verona con la memoria della “riconciliazione” ad Atene dopo la guerra civile che aveva devastato Atene con i Trenta Tiranni, una riconciliazione che trovò come unica strada l’oblio: non ricordare i delitti di nessuno.

I protagonisti. L’evento è stato preparato fin dal mese di settembre dagli allievi del Liceo Classico con il contributo di compagni delle Liceo Scientifico e delle Scienze applicate. Coinvolti in particolare i docenti delle materie di indirizzo latino e greco. Con la supervisione della collaboratrice del preside Rosa Anna Ruperti hanno operato i responsabili di progetto Maddalena Monico, Mariano Montagnin, e una folta schiera di docenti di diverse materie in particolare si ricordano per la storia dell’arte Laura Francesca Rigido  e Gabriele Toneguzzi, per la storia e filosofia Antonella Tracinà, Nicolò Da Lio, per le letture in lingua greca Barbara  Da Pian . Il preside, ingner Ezio Toffano e il suo staff hanno creato le condizioni migliori per i ragazzi e il loro lavoro. Fondamentale il contributo scientifico e organizzativo di Alberto Camerotto che segue con continuità e costanza Classici contro, arriverà da noi dopo un aprile di fuoco con le tappe di Vicenza, oggi 11 aprile, Palermo 17 aprile e Torino 20 aprile.  

Gli interventi degli studenti. Il racconto di Villa Emo, trasformata da luogo del bello, dell’eleganza, in luogo del dolore, della sofferenza e della pietà umana durante la Grande Guerra sarà narrato dagli studenti, che leggeranno nel parco alcune lettere di soldati al fronte durante la Grande Guerra. Ripreso anche uno dei testi più drammatici dello storico greco Tucidide, il dialogo dei Meli, gli abitanti della piccola isola di Melo chiedono agli Ateniesi di lasciarli neutrali, tra Sparta ed Atene non vogliono scegliere. E così moriranno tutti, la neutralità non è contemplata dall’imperialismo ateniese. Ricco poi il programma musicale eseguito da un gruppo pop della scuola e dall’orchestra del Liceo Levi.

Conclude il dramma di Clitennestra.

Il sangue degli Atridi  dall’Agamennone di Eschilo è il titolo della pièce teatrale interpretata dal gruppo teatro del  Liceo Levi. Protagonista la figura di Clitemnestra, a lei il marito Agamennone strappa la figlia Ifigenia per propiziarsi Poseidone e partire contro Troia. Dalla violenza è spinta prima al tradimento e poi all’omicidio. Certo, è un'assassina. Ma il suo matrimonio altro non è stato se non il susseguirsi di intollerabili violenze.  È straordinaria, la possibilità della storia di Clitemnestra di adattarsi a ogni tempo. Arrivata sino a noi, consente di pensare una nuova idea di dike ed è perfino capace di farci sognare una cultura i cui valori cancellino per sempre la necessità della violenza.

Organizzazione

La manifestazione aprirà alle 16 e fino alle 19 offrirà la visita guidata della Villa. Solo gli adulti pagheranno l’ingresso che comunque sarà grazie alla disponibilità della Fondazione di soli 7 euro. Già è partita la prevendita dei biglietti organizzata dal Comitato dei genitori e dagli studenti stessi. Alle 20 comincerà la serata di riflessione e spettacolo nella barchessa ovest.

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