Smog e polveri sottili: a Treviso situazione critica, cinquanta gli sforamenti in un anno

La Marca trevigiana è seconda solo alla provincia di Padova e tra le peggiori del Veneto. Se le condizioni meteo non cambieranno, la Provincia dovrà prendere seri provvedimenti

TREVISO L’analisi delle concentrazioni di PM10 nei capoluoghi di provincia del Veneto, condotta dagli esperti dell'Arpav nelle scorse settimane ha mostrato come, già al 16 ottobre 2017, il valore limite giornaliero sia stato superato per più di 35 giorni in tutti i capoluoghi del Veneto ad eccezione di Belluno e Verona (35 superamenti da inizio anno). 

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Per tutti gli altri capoluoghi del Veneto si evidenzia un peggioramento della situazione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando il limite giornaliero non era stato superato per più di 35 giorni in nessuna delle stazioni di fondo della rete considerata. Dati preoccupanti, che vedono la provincia di Padova tra le prime a livello di superamenti con ben 58 giorni a fronte dei 32 dell'anno scorso. Non ha certo nulla di cui vantarsi neanche la Marca trevigiana dato che ha superato il limite consentito 50 volte, rispetto alle 34 dell'anno scorso. La stabilità atmosferica, la contemporanea assenza di precipitazioni, la debole ventilazione e i ripetuti episodi di inversione termica, hanno portato al ristagno e all’accumulo delle polveri sottili (PM10) nella pianura del Veneto. In marcato e progressivo aumento le concentrazioni di PM10, soprattutto in pianura, a partire dai giorni 12 e 13 ottobre: fino a 6 superamenti consecutivi del valore limite giornaliero sono stati registrati a Vicenza, 5 a Treviso, Venezia, Padova e Rovigo. Se anche nei prossimi giorni la situazione rimarrà invariata, la Provincia dovrà necessariamente ricorrere al più presto a dei provvedimenti che riportino i livelli nella norma rispetto alle ultime settimane.

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