Los Roques, a 5 anni di distanza riprendono le ricerche dell'aereo

Le famiglie degli italiani scomparsi il 4 gennaio 2008 in Venezuela, tra i quali la famiglia Durante di Ponzano Veneto, non si danno per vinti. Le ricerche saranno affidate a una nave americana

La scomparsa dell'aereo sul quale si trovava lo stilista Vittorio Missoni, a Los Roques in Venezuela, riaccende i riflettori sull'episodio analogo accaduto, nello stesso posto e con le stesse modalità, il 4 gennaio 2008.

A bordo del velivolo della Transaven quel giorno c'erano, tra gli italiani, Paolo Durante e la moglie Bruna Guernieri, con le figlie Emma e Sofia. Da cinque anni il padre di Bruna, Romolo, insiste affinché le ricerche vengano condotte in modo serio e, forse, quel momento è arrivato.

Un telefonino che continuò a squillare per ore dopo la scomparsa, il corpo del copilota ritrovato con i denti rotti ma senza segni di annegamento, comunicazioni ambigue fra torre e cabina sul numero dei passeggeri imbarcati e, soprattutto, nessun relitto o traccia di combustibile sopra o sotto il mare.

Sono tanti gli elementi inspiegabili messi insieme dalle famiglie degli otto italiani spariti dopo essere saliti a bordo di un vecchio bimotore ceco, di proprietà della compagnia venezuelana Transaven, impegnata quotidianamente nel trasportare dalla capitale all'arcipelago i molti viaggiatori stranieri che scelgono i Caraibi per le ferie di fine anno.

Il sospetto che la scomparsa dell'aereo sia collegata a un dirottamento da parte dei narcotrafficanti, rilanciato in questi giorni dal settimanale "Oggi", non è mai stato scartato, ma è un argomento sul quale i parenti dei Durante sembrano credere poco.

"In quel posto la bugia e la corruzione sono la regola", ha dichiarato oggi Romolo Guernieri, dopo aver appreso la notizia della scomparsa dell'aereo con a bordo Missoni.

Guernieri e la sua famiglia affidano, piuttosto, le loro speranze alla prossima missione di ricerca della nave americana "Sea Scout", dotata di strumentazione idonea ad effettuare indagini accurate su fondali profondi, che le famiglie italiane finora non hanno mai avuto a disposizione.

"Le ricerche fatte finora sono sempre state eseguite in modo approssimativo - ha ribadito Guernieri all'Ansa - e senza l'assistenza di esperti italiani. In due casi abbiamo avuto segnalazioni incoraggianti ma poi rivelatesi falsi allarmi. In un caso trovarono un relitto di nave, in un altro fu fotografata dal cielo una sagoma che risultò alla fine essere quella di una roccia".

Insieme a Paolo Durante, alla moglie e alle figlie, quel giorno di 5 anni fa, scomparvero anche due romani, Stefano Fragione e Fabiola Napoli, e le bolognesi Rita Calanni e Annalisa Montanari.

La prossima campagna di ricerche, finanziata in pari entità dai due Stati coinvolti, Italia e Venezuela, vedrà la presenza fisica a bordo del "Sea Scout" dell'ammiraglio italiano Giovanni Vitalioni e del consulente Mario Pica.

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"Prima dobbiamo essere certi che sul fondo del mare non ci sia nulla - sottolinea Guernieri - e solo in quel caso potremmo scartare l'idea dell'incidente e considerare scenari più inquietanti".

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