Botte e minacce alla convivente, 75enne scarcerato dal giudice

L'anziano era finito in manette venerdì scorso dopo un litigio con la convivente, una 62enne che aveva chiamato le forze dell'ordine chiedendo aiuto. I carabinieri sequestrarono un'arma all'uomo

Il carcere di Santa Bona di Treviso

E' stato scarcerato nel primo pomeriggio di oggi, lunedì, il 75enne di Mareno di Piave arrestato venerdì dai carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Conegliano e della stazione di Susegana con l'accusa di maltrattamenti familiari e detenzione illegale di armi da fuoco. Nei suoi confronti il gip Bruno Casciarri, accogliendo la richiesta della Procura, ha emesso la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla presunta vittima e di allontanamento dalla casa. L'uomo era finito in manette la sera di venerdì scorso dopo un litigio con la convivente, una 62enne che aveva chiamato le forze dell'ordine chiedendo aiuto dicendo di essere stata picchiata e minacciata.

Durante l'udienza di convalida dell'arresto, l'uomo, che è di origini baresi ma da molti anni risiede nella Marca, ha respinto ogni accusa. Assistito dall'avvocato Giorgio Dionello il 75enne ha spiegato che quello con la donna sarebbe stato un normale litigio ma di non aver messo le mani addosso alla 62enne che lo ha denunciato. Nella casa i carabinieri avevano ritrovato anche, su indicazioni della donna, una pistola  Beretta 418 calibro 6,35 non registrata.

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«Non ho mai minacciato la mia compagna con quell'arma - ha detto l'uomo - è un residuato bellico che non è neppure più in grado di sparare». Ma in uno dei cassetti della casa i carabinieri hanno rinvenuto delle munizioni. Si tratta di una vecchia pistola a canna corta la cui produzione iniziò nel 1938 e che rimase in utilizzo all'esercito, che durante la Seconda Guerra Mondiale la impiegò come arma di difesa a corto raggio per gli ufficiali, fino al 1965. Rimane da accertare la sua provenienza, a cui gli investigatori stanno cercando di risalire attraverso il numero di matricola.

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