Gettò la figlioletta i tre anni dal terrazzo: «Non può stare a processo»

Fra qualche mese la 40enne verrà nuovamente riesaminata. Nel frattempo il procedimento è stato sospeso

Il luogo in cui si è consumato il dramma

La mamma che il 13 maggio scorso buttò la figlioletta di tre anni dal terrazzino dell'appartamento al terzo piano di una palazzina di Zerman di Mogliano non ha la capacità giuridica per poter stare a processo. Stamattina, giovedì, l'udienza preliminare davanti al gup Bruno Casciarri in cui si doveva decidere della sua imputabilità sulla base della perizia richiesta dalla Procura secondo cui era totalmente incapace di intendere e di volere nel momento in cui ha commesso il fatto, è stata rinviata. Fra qualche mese la 40enne verrà nuovamente riesaminata. Nel frattempo il procedimento è stato sospeso.

Il gip ha comunque  deciso di confermare il ricovero nella struttura protetta della Ulss 2 per persone con problemi psichiatrici nella quale la donna si trova da quando ha terminato di scontare un breve periodo agli arresti domiciliari a casa del padre. I fatti risalgono all'ora di pranzo della domenica in cui si celebrava la Festa della Mamma. La bimba fece un volo di circa sei metri, cadendo fortunatamente sul tappeto erboso del giardino condominiale, che attutì il colpo. «Ho sentito delle voci, loro mi hanno detto di buttare mia figlia di sotto»: dichiarò fin da subito la donna, che è indagata per tentato omicidio.

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