Mobilità di Marca, costi al chilometro più bassi rispetto al Veneto

L'azienda di trasporto pubblico locale trevigiana tira le somme dei suoi primi mesi di operatività ponendosi un passo avanti rispetto agli altri

Il presidente Mom, Giulio Sartor

TREVISO - In clima di spending review MOM (Mobilità di Marca) nei suoi primi mesi di operatività si pone un passo avanti rispetto al quadro del Tpl regionale e ancor più se si guarda alla situazione del trasporto pubblico italiano. A più riprese, in questi mesi, il Ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha annunciato la necessità di intervenire per una razionalizzazione del numero delle aziende di Tpl (sono 1.770 in Italia, 1 ogni 5 Comuni) e per l’introduzione di costi di servizio standard. “Rispetto alle indicazioni governative, per le quali ci auguriamo una celere attuazione – spiega il presidente MOM, Giulio Sartor – l’azienda del Tpl trevigiana, operativa con le sue linee in tutto il Veneto centrale, può ben dire di aver già compiuto passi fondamentali verso l’efficienza e il miglioramento della produttività. Possiamo valutare in 1 milione di euro il “risparmio” effettivo che vedremo in questo primo anno di effettiva operatività di MOM (iniziata il 1° Gennaio)”.

IL RISPARMIO Circa 600 mila euro si devono al risparmio di spesa per la cessazione dei CdA e la riduzione delle figure apicali delle società non più operative (ACTT, La Marca, CTM, ATM), a questi si aggiungono altri risparmi gestionali, come la presenza oggi di un solo collegio sindacale o la riduzione di costi per consulenze, inoltre la riorganizzazione della pianta organica ha portato ad una necessaria riduzione delle previsioni di personale (soprattutto per la riorganizzazione delle linee senza sovrapposizione di servizi). Per effetto di una gestione più razionale, MOM ha visto il numero degli autisti ridursi di una decina di unità senza tagli al personale ma con una revisione del turn over.

IL BUSINESS Sul fronte della produttività aziendale, poi, la distanza rispetto ad altre realtà analoghe sia dentro la Regione Veneto che in altre aree del Nord Italia, appare in tutta la sua evidenza in alcuni numeri. “MOM concentra il suo core business nel trasporto extraurbano, con oltre 13 milioni di chilometri percorsi. Per questo servizio – spiega il direttore Giacomo Colladon - le viene riconosciuto un contributo pubblico di 1,367 €/Km mentre non solo Province autonome a noi vicine, ma anche società operative in Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, possono contare su contributi superiori ai 2 €/Km per i servizi extraurbani. Cosa significa? Se arrivassero anche a noi potremmo contare su 10 milioni di euro di contributi in più ogni anno”. Di fronte a questo quadro è evidente che MOM non possa che auspicare una rapida introduzione dei costi standard per il TPL a livello nazionale al fine di una più equa redistribuzione delle risorse che premi l’efficienza.

I COSTI In questo campo, come già nella sanità, la Regione Veneto ha fatto da apripista con l’adozione il 14 Maggio 2013 del D.G.R 686, con l’introduzione di costi standard per chilometro percorso dai mezzi pubblici su gomma. Tuttavia, le rilevazioni sui costi effettivi delle aziende mettono in luce le grandi distanze tra le aziende venete: i costi effettivi del servizio urbano (rilevamento 2010, allegato alla deliberazione regionale) in altri capoluoghi di provincia della regione vanno dai 5,14 ai 4,02 €/Km, per contro, il costo effettivo del servizio nello stesso periodo è di 3,30 €/Km a Treviso, 2,69 €/Km a Vittorio Veneto, 3,37 €/Km a Montebelluna. Non solo, il rapporto tra costi standard e coti effettivi vede i servizi oggi gestiti da MOM già a livelli di elevata efficienza. Basti dire, ad esempio, che per il servizio urbano di Treviso il costo effettivo è di 3,3 €/Km contro un costo standard assegnato dalla Regione di 3,73 €/Km (-0,431 €/Km), per il servizio extraurbano i costi effettivi sono di 2,36 €/Km per l’ex La Marca contro uno standard assegnato di 2,79 €/Km (-0,427 €/Km) e di 2,64 per l’ex CTM contro uno standard di 2,79 (-0,155).

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