Abuso della professione, il dentista "fantasma" e la moglie a processo

Pierluigi Visentin, 63enne di Montebelluna, dice di essere stato sempre convinto che la sua presunta "laurea americana" fosse tutto quello che gli serviva per esercitare. Lalla Cavasin, 59enne, si difende dicendo di non aver frequentato gli ambulatori

Un dentista in azione

Lavoravano senza avere i titoli per mettere le mani in bocca ai clienti di due studi molto noti a Montebelluna, con decina e decine di pazienti. Sono un dentista "fantasma" e la moglie, che secondo l'accusa avrebbe lavorato come igienista dentale senza avere neppure uno straccio di diploma, entrambi finiti a processo a Treviso con l'accusa di esercizio abusivo della professione. Pierluigi Visentin, 63enne, dice di essere stato sempre convinto che la sua presunta "laurea americana" - documento in realtà ritenuto non valido e ancora al vaglio delle autorità - fosse tutto quello che gli serviva per esercitare la pratica dentistica in Italia. La moglie, Lalla Cavasin, 59enne, si difende dicendo di non aver frequentato gli ambulatori. Ma per i Nas che nell'agosto del 2015 hanno messo i sigilli ad entrambi gli studi di odontoiatria che i due coniugi avevano a Montebelluna non c'erano invece le autorizzazioni e sicuramente neppure i titoli di studio per poter otturare, estrarre o fare radiografie.

A far scattare le indagini, coordinate dalla Procura di Treviso, una ricevuta non consegnata a uno dei tanti pazienti, di cui ben 56 sono stati citati come testi dall'accusa per confermare che Visentin, malgrado non abbia una laurea in medicina o odontoiatria facesse il dentista. E' solo una parte di quelli che negli anni si sono fatti curare dal dentista fantasma con la "laurea americana", che in passato ha avuto noie con la giustizia sempre per lo stesso reato. A svelare che Visentin non avrebbe i titoli per occuparsi di denti è stata la vicenda relativa a una  fattura mai emessa. Poi sono scattate le verifiche che hanno portato i Nas a bussare alla porta dei due ambulatori gestiti dal 66enne, in Via Piave e in Via Mazzini a Montebelluna. E a farli chiudere.

L'uomo, assistito con la  moglie dall'avvocato Paolo Salandin del Foro di Treviso, si difende mettendo sul piatto la sua "laurea americana", che però pare non avere nessun valore. «Ma è in fase di esame - ha ribattuto Visentin - in attesa di valutazione e riconoscimento». Lalla Cavasin ha spiegato di non esserci esserci mai stata negli studi ma i 56 testi del pubblico ministero sarebbero stati chiamati a deporre proprio per confermare una circostanza molto diversa: e cioè quella secondo cui la 59enne era di fatto l'assistente del marito presso entrambi gli ambulatori. Oggi, lunedì, il giudice Alberto Fraccalvieri ha chiesto di poter sfoltire la lista dei testi di un processo per un reato che potrebbe andare in prescrizione prima di un eventuale secondo grado. Se ne riparla alla ripresa del dibattimento, il prossimo luglio.

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