Spiava l'ex fidanzata e il nuovo compagno nascosto in un furgone: arrestato

A finire in cella un 57enne di Modena che non sopportava la fine del rapporto amoroso con una 45enne di Montebelluna. L'uomo si è difeso di fronte al gip: «Volevo riconquistarla»

Il tribunale di Treviso

«Io non pedinavo e non spiavo la mia ex, è solo capitato che passassi dalle parti di casa sua. In realtà volevo riconquistarla». Si è difeso così il 57enne finito in custodia cautelare in carcere per atti persecutori nei confronti della ex fidanzata, una 45enne di Montebelluna, comparso ieri mattina, lunedì, davanti al gip del tribunale di Treviso, Bruno Casciarri per l'udienza di convalida dell'arresto. Secondo l'accusa l'uomo avrebbe trasformato il suo furgoncino Fiat in una casa mobile da cui avrebbe costantemente spiato la donna e il suo nuovo compagno, che è però sposato.

L'ingegnere 57enne, originario di Modena e che sostiene di lavorare al Cern di Ginevra, ha respinto tutte le accuse a cominciare dall'intrusione nel garage della 45enne grazie a cui, sbirciando nel  libretto di circolazione della macchina parcheggiata dentro, aveva scoperto l'identità e l'indirizzo dell'altro, presentandosi poi  un giorno a casa del rivale raccontando al figlio che "tuo padre tradisce tua mamma con le escort".

L'uomo inoltre ha spiegato che il biglietto ritrovato nel suo furgoncino con sopra scritta una sorta di condanna a morte non si riferiva alla nuova fiamma della ex ma al fratello di questo. «Ho annotato che era stato lui a contattarmi e a minacciarmi di morte»: ha spiegato rispondendo alle domande del gip.

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