Bambina muore a soli sei anni, per i genitori è colpa dei vaccini: l'Ulss 2 però smentisce

Sandra era nata sana, ma a soli tre mesi di vita è iniziato un lungo calvario dettato da una malattia rara e senza cura. Una patologia che per i familiari nasce dal vaccino trivalente

VEDELAGO Si è spenta domenica sera a soli 6 anni la piccola Sandra Andreica, ricoverata da tempo all'ospedale di Castelfranco Veneto. La bambina infatti, come riporta "la Tribuna", soffriva di una malattia rara e senza cura da quando aveva soli tre mesi di vita, ossia la 'ceroidolipofuscinosi neuronale', una patologia grave facente parte di una serie di malattie neurodegenerative progressive ereditarie, caratterizzate da declino cognitivo e di altre funzioni neurologiche, epilessia e perdita della vista da degenerazione retinica.

Un vero e proprio calvario quindi l'esistenza di Sandra, costretta a comunicare solo con gli occhi e a respirare molto spesso con l'ausilio di una maschera per l'ossigeno, tanto che negli anni anche amici e parenti avevano imparato a soccorrere la bimba durante le crisi epilettiche o respiratorie di cui soffriva. Domenica però il cuore di Sandra non ha più retto agli sforzi e la bambina se ne è così andata per sempre lasciando mamma Elena, papà Vasile e la sorellina con cui viveva a Vedelago. 

Il dramma familiare però non è terminato all'obitorio dell'ospedale di Castelfranco Veneto, da dove poi la salma della bimba verrà trasportata alla città di Borsa in Romania per i funerali. I genitori di Sandra sono infatti da anni convinti che la causa della malattia della figlia sia da ricondurre al vaccino trivalente effettuato al terzo mese di vita. Prima della suddetta iniezione, infatti, la bimba era vivace e rispondeva agli stimoli esterni, ma successivamente al vaccino Sandra si è spenta e le sue condizioni cliniche sono degenerate di giorno in giorno. Il Direttore Generale dell'Ulss 2, Francesco Benazzi, ha però ribadito in queste ore la posizione dell'Azienda Sanitaria trevigiana, ossia che la 'ceroidolipofuscinosi neuronale' non sia compatibile con l'inoculazione del vaccino, trattandosi così di una malattia ereditaria che colpisce un bambino ogni 50mila. I genitori però non si arrendono e potrebbero esserci presto risvolti legali.

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