Malore improvviso durante la gita in bici: morto Carlo Durante, oro paralimpico nel '92

Il noto ex maratoneta, da anni non vedente, è deceduto nella mattinata di domenica dopo essersi sentito male mentre era intento a pedalare in tandem con un amico

A sinistra Carlo Durante (foto dal sito handiamo.it)

Un improvviso malore mentre si trovava a pedalare in tandem con un amico sul Montello, a Nervesa della Battaglia. E' questa la causa della morte, avvenuta intorno alle 10.30 di domenica, del noto atleta paralimpico Carlo Durante, 73enne ora pensionato e residente a Montebelluna anche se originario di Volpago del Montello. Durante, purtroppo da molti anni affetto da cecità, si trovava lungo la strada panoramica del Montello (la Provinciale 144) quando, all'altezza del ristorante "Ai Pioppi" di via VIII Armata, si è sentito male tanto da accasciarsi esanime a terra e a nulla sono valsi i soccorsi prestati all'uomo dal pronto intervento del Suem 118. Durante è così spirato nonostante i tentativi di rianimarlo. Sul posto sono poi intervenuti anche i carabinieri che hanno aiutato nella gestione del traffico e nel sostenere psicologicamente il compagno di tandem del 73enne che lascia la moglie e le due figlie Chiara e Daniela, anche loro da sempre amanti dello sport.

Appassionato di sport fin dall'adolescenza, Durante ha partecipato come vedente a molte competizioni (può vantare più di 70 maratone in tutto il mondo con ben tre edizioni di quella di New York, oltre a quelle di Boston, Monaco, Londra, Venezia, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Brescia, Carpi, Torino, Roma, Cesano Boscone, Treviso e quasi la metà delle edizioni della Duerocche), riuscendo a gareggiare senza l'aiuto di una guida fino all'età di 28 anni. Essendo però affetto da retinite pigmentosa, malattia che porta alla cecità, ha interrotto la sua attività sportiva fino all'età di quarant'anni quando, ritrovatosi totalmente cieco, ha ripreso ad esprimersi come maratoneta grazie a un gruppo di amici del G.P. Montebelluna e alla società sportiva G.S. Non Vedenti di Padova, oltre che al gruppo della F.I.C.S. (Federazione Italiana Ciechi Sportivi). Ha quindi gareggiato nella maratona, nella mezza maratona, nei 10.000 metri piani e, occasionalmente, su distanze più brevi, tutte nella categoria ciechi totali B1/T11. Pioniere del movimento paralimpico in Veneto, aveva dedicato la sua vita anche all’attività di promozione dello sport per i disabili.

Parlando dei soli risultati sportivi però, nella sua lunga carriera di atleta ha vinto la maratona alla paralimpiade estiva di Barcellona del 1992 (in 2h50'00 a 46 anni). Sempre nella maratona è stato poi medaglia d'argento nelle paralimpiade estiva del 1996 di Atlanta (in 2h53'31) e di bronzo nella paralimpiade estiva del 2000 a Sidney (in 2h48'45 a 54 anni), oltre che settimo in quella del 2004 ad Atene. Inoltre, è stato medaglia d'oro nella maratona ai Campionati del Mondo a Berlino nel 1994 (in 2h47'26) e quarto ai Campionati Mondiali in Giappone nel 1998. E ancora, è stato vincitore ai Campionati Europei di Maratona per Non Vedenti a Caen nel 1991, a Dublino nel 1993 (in 2h46'39), a Riccione nel 1997 (in  2h57'47) e secondo a Lisbona nel 1999 (in 2h53'12) e a Francoforte nel 2001 nella mezza maratona. Durante, infine, è stato anche Campione italiano dal 1990 al 2004 su tutte le distanze, dai 10.000 metri alla maratona (e detiene anche un record mondiale nella sua categoria stabilito mentre gareggiava nella maratona di Venezia del ‘95 segnando il tempo di 2h29'49) e, grazie ai suoi risultati sportivi, è stato insignito più volte della Medaglia d'oro al merito sportivo (e di quelle di argento e bronzo), oltre che del Leone d'argento conferito dal CONI Regionale Veneto e del Collare d'oro al merito sportivo nel 2015. 

Tra i primi a salutarlo gli organizzatori de La Mezza di Treviso: «Carlo Durante, grande atleta e simpatia eccezionale! Mancherai al mondo della corsa ed in particolare a noi della Mezza di Treviso». Questo invece il cordoglio del Governatore del Veneto, Luca Zaia: «Con Carlo Durante se ne va una figura storica dello sport paralimpico. Non ha potuto vederle perché era affetto da cecità, ma ha vinto medaglie d’oro, d’argento e di bronzo in tutte le più grandi manifestazioni internazionali, a cominciare dalle Paralimpiadi di Barcellona 92, Atlanta 96 e Sidney 2000. Il primo pensiero, e il cordoglio, vanno alla moglie e alle figlie. Avesse compiuto oggi le gesta sportive di allora sarebbe stato un personaggio famoso, come giustamente sono oggi atleti del calibro di Bebe Vio e Alex Zanardi, ma in quegli anni la grandezza dello sport paralimpico non era ancora stata riconosciuta come avrebbe meritato e come è adesso. Rimarrà ugualmente indimenticabile – conclude Zaia – come quei 14 anni filati, dal 1990 al 2004 in cui è stato ininterrottamente campione italiano di tutte le distanze lunghe, dai 10.000 metri alla maratona».

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