Naufragio Costa Concordia: tra gli ammutinati anche un trevigiano

L'ufficiale di coperta Martino Pellegrini potrebbe essere uno degli uomini chiave per capire cosa sia successo sulla Costa Concordia la notte della tragedia

Strage Isola del Giglio: proseguono le ricerche dei dispersi|© Infophoto

Emergono sempre nuovi particolari nella tragica vicenda della nave da crociera Costa Concordia, naufragata nei pressi dell'Isola del Giglio la sera del 13 gennaio scorso.

Determinante per sbrogliare la fitta matassa potrebbe essere un trevigiano, l'ufficiale di coperta Martino Pellegrini, 35 anni, originario di Nervesa del Montello e residente ad Arcade. Pellegrini, infatti, è uno dei secondi che si sono ribellati al comandante Francesco Schettino, quella sera, e hanno deciso di dare il via alle operazioni di evacuazione della nave.

Nei giorni scorsi Pellegrini e gli altri ufficiali della Costa Concordia sono stati ascoltati dagli inquirenti della Procura di Grosseto, portando a galla nuovi importanti e inquietanti dettagli sulla dinamica dei fatti. Secondo quanto riportato da Repubblica.it, dagli interrogatori sarebbe emerso che già una volta Schettino avrebbe messo a repentaglio la vita dei passeggeri della Concordia.

Il mese precedente, quando la nave era attraccata a Marsiglia, il comandante avrebbe deciso di uscire in mare nonostante il forte vento di 50-60 nodi. La testimonianza in merito all'episodio, risalente al 17 dicembre 2011, sarebbe stata fornita dallo stesso Pellegrini, cha lavora con Costa Crociere da circa dodici anni: "Ci radunò sulla banchina - si legge su Repubblica.it - e ci informò che saremmo usciti comunque, nonostante il vento".

La sera del 13 gennaio, però, gli ufficiali hanno deciso di non seguire gli ordini di Schettino e di far evacuare la nave.

Sebbene nulla, o quasi, trapeli da Grosseto, Martino Pellegrini è già diventato un uomo-simbolo per il suo coraggio. Dopo aver condotto in salvo, con i colleghi, migliaia di persone, tra le 4 e le 5 di quella notte l'ufficiale di coperta è ritornato a bordo della nave per aiutare i soccorritori e indicare loro eventuali vie e passaggi di fuga.

Ora Pellegrini ha fatto ritorno ad Arcade, dove ha potuto riabbracciare la compagna e il figlioletto di tre mesi, ma nei prossimi giorni verrà ascoltato ancora dalla Procura di Grosseto che indaga sulla tragedia.

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