Accoltella moglie e figli, il padre in silenzio di fronte al giudice

A scatenare il raptus di follia di Ahmed Adil, domenica sera a Oderzo, ci sarebbe stato il desiderio della consorte, una donna anche lei marocchina di 55 anni, di avere più libertà e autonomia

Sul posto, domenica sera, sono intervenuti i carabinieri

Si è avvalso della facoltà di non rispondere il 60enne marocchino, Ahmed Adil, arrestato domenica sera con l'accusa di tentato omicidio  plurimo ai danni della moglie e di tre figli. Questa mattina, mercoledì, l'uomo, assistito dai suoi due legali di fiducia, gli avvocati Cristiano Biadene e Daniele Panico, è comparso davanti al gip Piera De Stefani per l'udienza di convalida e ha scelto di non rispondere alle domande del giudice. Il gip si è riservato la decisione, attesa entro la mattinata di domani, sulla richiesta della Procura di custodia cautelare in carcere.

Secondo quanto emerso Adil domenica sera ha accoltellato la moglie e i tre figli nell'appartamento della famiglia di via San Tiziano, arrivando anche a inseguire le sue vittime mentre scappavano terrorizzate, ferite e coperte di sangue. A scatenare il suo raptus di follia ci sarebbe stato il desiderio della consorte, una donna anche lei marocchina di 55 anni, di avere più libertà e autonomia. Richieste a cui il marocchino avrebbe risposto impugnando un coltello da cucina e pugnalandola al mento. Le sue condizioni sono serie ma fortunatamente la donna non è in pericolo di vita

Grave è anche è il figlio 34enne M.A., raggiunto da un fendente all'addome che gli ha perforato il fegato e che dovrà essere sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Più lievi le conseguenze per la figlia 18enne e l'altro figlio 21enne, che sarebbero intervenuti insieme al fratello maggiore per difendere la madre. Ai suoi difensori Ahmed Adil ha detto che non voleva uccidere e che i fatti di domenica sera non sarebbero stati il frutto di una aggressione deliberata ma di una colluttazione avvenuta durante un litigio.

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