Ubriaco malmena la compagna incinta, 39enne a processo

E' stata più volte sbattuta fuori di casa e costretta a dormire in macchina. «Ti faccio un buco sottoterra -avrebbe detto l'uomo- ho amici che per pochi soldi ti fanno fuori»

Il tribunale di Treviso

Neppure il fatto che la compagna fosse incinta ha fermato la furia di un 39enne di Oderzo che, sotto l'effetto di alcol e stupefacenti, avrebbe continuato a picchiarla mettendo persino a rischio la gravidanza. Denunciato dalla compagna l'uomo è stato allontanato dalla casa famigliare su disposizione del gip di Treviso, che gli ha anche applicato il divieto di avvicinamento alla donna, e ora affronta il processo in cui deve difendersi dalle accuse di maltrattamenti familiari e lesioni aggravate,

Teatro della vicenda un appartamento di via Casteller a Oderzo in cui al tempo dei fatti il 39enne M.C. viveva insieme alla compagna, una donna di origine brasiliana, e al primo figlio nato da pochi mesi. Una casa in cui sarebbe regnata una atmosfera tutt'altro che serena: l'uomo infatti sarebbe stato spesso ubriaco e avrebbe anche fatto uso di stupefacenti. Sotto l'effetto delle droghe e dell'alcol M.C. si sarebbe scatenato contro la madre e suo figlio con offese, umiliazioni e minacce per arrivare poi alle botte. «Ti faccio un buco sottoterra -avrebbe detto l'uomo- ho amici che per pochi soldi ti fanno fuori». Lei vuole solo che lui la smetta di bere e di assumere stupefacenti e soprattutto che si prenda la responsabilità della famiglia, in cui sta per arrivare un secondo figlio. La risposta del 39enne sono invece spinte, schiaffi e calci. Una situazione esasperante che va avanti fino al giugno del 2017, quando la donna decise di denunciarlo.

La goccia che fa traboccare il proverbiale vaso sono state le minacce dell'uomo di portarsi via il bambino piccolo e le aggressioni quotidiane, malgrado la gravidanza della compagna che viene più volte sbattuta fuori di casa e costretta a dormire in macchina. In una occasione l'uomo l'avrebbe anche presa a calci sulla schiena per poi stringerle le mani intorno al collo, causandole varie contusioni. Il processo a M.C., difeso dagli avvocati Cristiano Biadene e Paola Tavani, entrambi del Foro di Treviso, è stato aggiornato l prossimo 25 giugno.

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