Fucilata per uccidere il genero, chiesta la perizia psichiatrica

Delitto di Silea. Entro 90 giorni sarà noto se Giovanni Padovan, indagato per omicidio volontario di Paolo Tamai, 63 anni e ora in carcere, può stare a giudizio

Killer e vittima

Per il sostituto procuratore Davide Romanelli su Giovanni Padovan, il 91enne che il 19 maggio scorso ha ucciso con un fucilata il genero 63enne Paolo Tamai, occorre svolgere una perizia psichiatrica. Stamattina l'incarico per la perizia, che sarà svolta dal dottor Tiziano Meneghel. Entro 90 giorni arriverà il deposito che dirà se Padovan, indagato per omicidio volontario (attualmente è in custodia cautelare in carcere a Treviso)  può stare a giudizio e se il giorno in cui ha sparato  per freddare Tamai era capace di intendere e di volere.

Per il pubblico ministero che sta coordinando le indagini l'omicidio sarebbe aggravato da quei futili e abbietti motivi che stanno proprio alla base delle dichiarazioni di Padovan agli inquirenti subito dopo l'arresto. Parole che per il magistrato appaiono sconnesse quanto sconcertanti e che pongono una serie di punti di domanda sulla salute mentale del 91enne. Se la perizia dovesse stabilire la sua incapacità di intendere e volere Padovan potrebbe uscire di galera e essere accolto in un Rems, le strutture riabilitative che nel 2015 hanno sostituito gli ospedali psichiatrici giudiziari.

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