Frode fiscale per oltre 45 milioni nei crediti agli organi di ricerca

La Guardia di Finanza di Padova ha portato a galla una mega truffa con più di 200 società interessate dall'indagine della Procura del capoluogo patavino partite da Ponte di Brenta. Coinvolta anche la Marca

Invaestigatori al lavoro

Un'evasione fiscale per decine di milioni di euro è stata fatta emergere dalla procura di Padova che ha indagato quattro persone per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Circa 250 aziende in tutto il territorio nazionale sarebbero inquisite per una colossale evasione fiscale.

Detrazioni fiscali

Al centro del meccanismo messo a segno dai quattro, tre padovani e un cittadino austriaco titolari della società Eidon Lab di Ponte di Brenta, ci sarebbero le detrazioni fiscali per la ricerca scientifica che sarebbero state approvate dal decreto legge del maggio del 2011. Stando alle indagini la società di Ponte di Brenta avrebbe dovuto implementare con la ricerca i prodotti acquistati dalle diverse ditte le quali potevano scaricare il costo di acquisto del macchinario. Stando agli ispettori dell'ufficio antifrode dell'Agenzia delle Entrate la Eidon non avrebbe aggiunto nulla di scientifico al prodotto delle aziende, guadagnando però il 20% sui macchinari. Per contro le aziende avrebbero scaricato indebitamente il costo dei loro acquisti, di qui il sospetto che il tutto sia stato costruito ad arte.

Duecento indagati

Oltre 200 gli indagati, interessati dalle operazioni della polizia giudiziaria eseguite in 38 province italiane (Alessandria, Ancona, Arezzo, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Como, Cuneo, Fermo, Frosinone, Gorizia, Lucca, Macerata, Mantova, Milano, Modena, Napoli, Padova, Pavia, Perugia, Pistoia, Pordenone, Prato, Reggio Emilia, Roma, Rovigo, Salerno, Torino, Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Vicenza) in qualità di amministratori, rappresentanti legali e consulenti di altrettante società, protagoniste della frode o beneficiarie dei crediti d’imposta non spettanti.  L'operazione è frutto di una complessa azione investigativa, diretta dalla Procura patavina e condotta dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Padova attraverso numerose attività d’indagine protrattasi nell’arco di due anni, che ha consentito di individuare un'associazione per delinquere, composta dagli amministratori e dal consulente di un network di società padovane, finalizzata alla illecita fruizione di agevolazioni fiscali riconosciute dallo Stato a fronte di investimenti in ricerca scientifica.

Il modus operandi

Tali agevolazioni fiscali consistono in un credito d’imposta (originariamente nella misura del 90%, poi ridotta al 50% a partire dal 2015) a favore delle società che avessero sostenuto costi o finanziato progetti di ricerca in Università ovvero in Enti pubblici di ricerca. Accanto ai soggetti istituzionalmente preposti a tale scopo, la norma considerava “soggetti finanziabili” anche i cd. “Organismi di Ricerca”, vale a dire soggetti che svolgono, senza scopo di lucro, attività di ricerca di base, di ricerca industriale o di sviluppo sperimentale, diffondendone i risultati mediante l'insegnamento, la pubblicazione o il trasferimento di tecnologie.

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