Accusato di aver sparato ad altri cacciatori, 50enne assolto

Indagato prima e poi rinviato a giudizio, l'uomo si era visto sospendere e requisire la licenza: dopo due anni potrà tornare a cacciare

Due anni senza licenza di caccia a causa di un processo da cui, alla fine, è uscito con una sentenza di assoluzione piena. E' quanto accaduto ad un 50enne di Paese, finito alla sbarra con l'accusa di aver sparato contro dei "rivali" cacciatori per allontanarli dalla sua zona di battuta. Indagato prima e poi rinviato a giudizio, l'uomo si era visto sospendere e requisire la licenza. «Ma io non sapevo neppure che quella gente stava intorno a dove ero io»: era stata la difesa dell'uomo. Tesi accolta dal giudice, che lo ha sentenziato la sua innocenza e totale estraneità ai fatti.

La vicenda risale al 2016. Nelle campagne di Paese, durante la stagione della caccia, sono in parecchi quelli che imbracciano la doppietta.  Molte canne di fucile e in realtà poche prede e così la competizione diventa sempre più dura. Secondo la denuncia il 50enne avrebbe preso il fucile e sparato verso un gruppo di cacciatori che si stava avvicinando alla zona in cui lui era appostato. Colpi di avvertimento, non esplosi ad altezza uomo, ma abbastanza vicino per impaurire i malcapitati che, sentendosi sotto turo, se l'erano data rapidamente a gambe. «Voleva mandarci via, come se quella fosse stata la sua riserva personale»: hanno raccontato al momento della denuncia, riportando l'episodio di quei pallini che erano fischiati poco lontano da loro mentre camminavo per i campi.

«Io non gli ho neppure visti»: è invece la tesi sostenuta a processo dal cacciatore finito alla sbarra, assistito dall'avvocato Alvise Ponzetta. «Ho sparato solo una volta - ha raccontato davanti al giudice - ma non per allontanare gli altri, piuttosto per richiamare i cani che erano entrati in un fondo privato e che non ne volevano saperne di tornare indietro». Insomma, non un avvertimento a girare alla larga ma solo un tentativo di riportare all'ordine i cani. Per il giudice (motivazioni attese entro 60 giorni) pare essere andata proprio così. E il 50enne stamattina, lunedì 19 novembre, ha lasciato il tribunale da uomo libero.

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