Accusato di essere un pirata della strada ubriaco al volante: viene assolto

Un 57enne di Vedelago è stato scagionato dal giudice. Nel 2015 la sua auto era rimasta coinvolta in un grave incidente stradale ma nessuno dei testimoni è riuscito a identificarlo

Assolto per un cavillo legale: non c'è infatti la prova che alla guida dell'auto che ha causato il grave incidente ci fosse lui. E' la storia di un 57enne di Vedelago finito a processo con l'accusa di aver causato uno schianto fra automobili in stato di ebbrezza e di non essersi fermato a prestare soccorso ai feriti. All'uomo, che a processo era difeso dall'avvocato Simone Guglielmin, gli investigatori erano arrivati grazie al numero di targa della macchina, presa da alcuni testimoni oculari e dal guidatore del mezzo travolto. Ma lui ha sempre detto che quella sera era a casa e che non stava guidando. Dato che nessuno ha potuto riconoscerlo come il "pirata" che ha centrato in pieno l'altro mezzo alla fine è stato assolto.

I fatti a cui fa riferimento il processo di primo grado conclusosi stamattina sono avvenuti il 7 novembre del 2015  a Vedelago. Secondo la ricostruzione che si legge negli atti dell'indagine il 57enne si sarebbe immesso sulla Postumia Ovest da via Monsignor Lorenzo Crico ma svoltando a sinistra, probabilmente perché ubriaco, non avrebbe guardato se c'erano altre macchine in arrivo. Così si è ritrovato trova in mezzo alla carreggiata proprio mentre sopraggiungeva la Land Rover con a bordo un avvocato, che era alla guida, e sua moglie. Lo schianto è terribile e fa ruzzolare la Land Rover per qualche decina di metri. La donna riporta un trauma cervicale giudicato guaribile in 15 giorni. L'uomo, è l'accusa, non si sarebbe fermato a prestare soccorso. Anzi è scappato a tutta velocità ma l'avvocato e alcune persone che hanno assistito al botto riescono a prendere il numero di targa. Quando i carabinieri, qualche ora dopo, si presentano a casa sua il 57enne viene sottoposto all'alcol test. I risultati delle due prove dicono che il 57enne era completamente sbronzo: il valore alcolemico è infatti compreso tra i 2,40 e i 2,60.

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Scatta la denuncia e si arriva al processo, in cui viene accusato di omissione di soccorso, guida in stato di ebbrezza e lesioni. «Ma io quella sera sono sempre rimasto a casa mia» si difende l'imputato. E allora chi guidava l'auto, che incontestabilmente era la sua? La domanda resta senza risposta. Presumere che ci fosse lui al volante non è abbastanza, servono le prove. Che non ci sono perché nessuno di quelli che hanno visto l'incidente si dice in grado di riconoscere il presunto pirata della strada. Il difensore peraltro ha fatto anche notare che la prova dell'alcol test effettuata a casa non è significativa ai fini processuali. Perché se non si può dire che il 57enne fosse stato al volante prima dell'arrivo dei carabinieri allora non lo si può neppure accusare di guida stato di ebbrezza e prendersi una sonora sbornia in casa propria non è un reato. E così l'uomo è riuscito a evitare una pesante condanna. Il pubblico ministero infatti aveva chiesto per lui 2 anni di reclusione.

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