Sindaco attacca chi manifesta contro gli incidenti ma il pirata della strada è suo cugino

Stefano Marcon si era scagliato contro chi era sceso in strada a manifestare dopo l'incidente costato la vita a Graziella Geremia senza sapere che il responsabile era un suo parente

Il sindaco di Castelfranco Veneto, Stefano Marcon (Foto d'archivio)

Un duro attacco pubblicato sui social contro la manifestazione organizzata dai residenti di Castelfranco, scesi in strada per chiedere più sicurezza dopo l'incidente mortale costato la vita a Graziella Geremia.

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«Quelli che hanno avuto la spregiudicatezza di manifestare a meno di 24 ore dall'incidente sono una minoranza irrispettosa del dolore altrui. Almeno la decenza di aspettare le esequie! Ed è per questo che interpreto quel "potevo essere io" come il poter essere quel pirata della strada che dopo l’incidente è fuggito. Si, proprio un comportamento da pirati. Si vergognino!» Parole di Stefano Marcon, sindaco di Castelfranco Veneto e presidente della Provincia di Treviso che, domenica 10 novembre, aveva attaccato sui suoi canali social i comitati promotori della manifestazione, scesi in strada per definire l'incidente di Via dei Carpani "una tragedia annunciata". Il primo cittadino non poteva sapere però che il pirata della strada fuggito dopo aver ucciso Graziella Geremia era suo cugino, Roberto Marcon, reo confesso ancora sotto choc per quanto accaduto. Il 38enne ha dichiarato alle forze dell'ordine di non essersi accorto di aver investito Graziella Geremia e di aver capito di essere lui il colpevole solo dopo aver letto la notizia dell'incidente sui giornali. Una confessione che ha cambiato nettamente le carte in tavola anche per il sindaco di Castelfranco il quale non ha ritrattato le sue dichiarazioni contro i manifestanti ma, venuto a conoscenza della notizia, si è dichiarato molto dispiaciuto per l'accaduto augurandosi che la Giustizia possa fare al più presto il suo corso. Nel frattempo il pirata della strada resta chiuso in casa senza riuscire a darsi pace ma dichiarandosi pronto a risarcire tutti i danni morali e materiali alla famiglia della vittima.

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