Scafista arrestato e poi rilasciato a Treviso, Zaia: "Tutto un fallimento"

Un giovane 27enne del Mali era stato arrestato la notte di Santo Stefano perchè riconosciuto come scafista, ma presto liberato per un cavillo

TREVISO Uno dei profughi ospiti della Caritas di via Venier a Sant'Antonino: così si presentava il maliano di 27 anni arrestato la notte di Santo Stefano con le accuse di traffico di esseri umani. L'uomo, descritto dagli investigatori come scafista e trafficante di uomini, è stato rilasciato però due giorni dopo perché la documentazione inviata dalla magistratura siciliana, la quale aveva proceduto alle indagini, non era sufficiente, per il Tribunale di Treviso, per giustificare la convalida del fermo.

Il magistrato di Treviso ha diritto di ricevere dal collega siciliano tutti gli atti nella loro completezza. In merito alla vicenda, è la conferma (se ancora ce ne fosse stato bisogno) del fallimento totale del sistema di accoglienza predisposto da questo Governo, che riempie alberghi, caserme, appartamenti, di fantasmi senza nome né storia. Un Governo che impiega anche 18 mesi per identificare gli immigrati, senza riuscire a distinguere chi ha diritto e chi no a una accoglienza”. Così il presidente Luca Zaia, commentando la notizia dello scafista liberato dal giudice per incompletezza degli atti inviati nella Marca dalla Dda di Palermo che ne aveva disposto il fermo. “Servono leggi chiare, semplici, che consentano a magistrati inquirenti di agire in fretta, senza incertezze né interpretazioni contro chi approfitta dell’ospitalità offerta per altri obiettivi – dichiara Zaia - Non va più tollerata alcuna discrezionalità che spalanchi le porte a chi non ha altro scopo se non finire nelle file del lavoro illegale, della criminalità o, peggio, fra chi progetta atti terroristici. Ben l’ha ricordato il presidente Mattarella: sia accolto chi ne ha davvero diritto (e al momento è la minoranza di chi arriva sulle nostre coste), e sia rimpatriato celermente (non dopo 18 mesi e una infinita serie di ricorsi contro l’espulsione) chi è qua solo per cercare fortuna o essere reclutato dalla malavita. Questo è il vero e l’unico modo di tutelare i cittadini, i magistrati e gli immigrati stessi”.

"Questo gravissimo fatto dimostra le nostre tesi" queste le parole del segretario provinciale di Forza Nuova, Giacomo Sirena, che continua: "In primis le strutture di accoglienza sono ammanicate, in maniera diretta o indiretta, con il traffico e con lo sfruttamento di esseri umani e che la magistratura non ha interesse a colpire questo reato gravissimo. La prima cosa che uno Stato dovrebbe fare è colpire chi per proprio guadagno personale lucra sulle vite delle persone, tramite pene severe. Invece assistiamo al totale disinteresse di una classe politica e giuridica riguardo la questione." A fargli eco il coordinatore regionale di FN Davide Visentin: "Questo individuo ha messo in pericolo migliaia di vite umane attraversando i mari con delle imbarcazioni fatiscenti e ha, insieme ai suoi "colleghi", portato immigrati clandestini e relativo degrado sociale nelle nostre città. Questi veri e propri atti mafiosi sono concessi e voluti da questo stato che manda sempre più alla rovina questo bellissimo Paese ed i suoi cittadini. Questi individui devono pagare, molto caro!".

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