Ex polveriera del Montello, il Pd di Volpago: "Emergenza causata dai ritardi burocratici"

"No al deposito passivo di persone che rischia di trasformarsi in un ghetto. La Prefettura garantisca un'impostazione umana, capace di superare le preoccupazioni della popolazione"

VOLPAGO DEL MONTELLO "Non siamo contrari all'ordine del giorno presentato e approvato dal consiglio comunale, ma non possiamo prescindere dall'evidenziare alcune incongruenze e dall'affermare la nostra posizione, facendo appello alla Prefettura di Treviso".

Sul progetto di apertura di un centro di accoglienza per i richiedenti asilo alla ex polveriera del Montello il circolo del Partito Democratico di Volpago, che si è riunito lunedì sera per discutere il problema, punta il dito su tre questioni: i ritardi burocratici per l'acquisizione della ex polveriera da parte del Comune, la mancata attuazione dell'accoglienza diffusa nella provincia di Treviso e la necessità che l'emergenza venga gestita in modo intelligente e umano.

"Se la nuova amministrazione avesse completato anche l'ultimo tassello mancante all'acquisizione della struttura, il problema oggi non sussisterebbe. Un ritardo che è risultato fatale e che ha consentito alla Prefettura di agire facilmente sull'area demaniale", affermano gli iscritti del Partito Democratico, che sottolineano però anche come "la non attuazione dell'accoglienza diffusa nel territorio provinciale ha come diretta conseguenza la necessità di collocare i richiedenti asilo in strutture dai numeri molto elevati, che creano comprensibili e legittime preoccupazioni tra la popolazione".

Colpevoli ritardi amministrativi e rifiuto dell'accoglienza diffusa che vanno a creare una situazione di emergenza, la quale però per il circolo dem di Volpago del Montello deve comunque essere affrontata con chiarezza di criteri e di progetti. "Diciamo no all'accoglienza passiva, al mero deposito di persone all'ex polveriera, che in questo modo rischierebbe di trasformarsi in un ghetto, fomentando il rifiuto. Chiediamo alla Prefettura di Treviso un'impostazione attiva e intelligente dell'accoglienza, capace di impiegare i richiedenti asilo in attività vantaggiose per la collettività che accoglie. Un'accoglienza umana, che possa essere meno impattante e più accettabile da parte della popolazione. Perché a nostro avviso - conclude il circolo - le preoccupazioni in questo momento condivisibili da parte degli abitanti possono essere superate solo con la garanzia che il sistema di accoglienza che verrà messo in atto avrà i presupposti e i requisiti per essere vissuto nel migliore dei modi".

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