Stefanel, Furlan: “Ridotti gli esuberi e previsto un incentivo all’esodo”

Dal Tribunale arriva l’omologa alla ristrutturazione del debito, per la FILCTEM CGIL di Treviso: “Ora ci auguriamo che ci possano essere le basi per ripartire e rilanciare il marchio”

PONTE DI PIAVE L’assemblea dei 110 dipendenti della Stefanel ha ratificato all’unanimità il non facile accordo raggiunto tra Sindacati, RSU e Azienda. Sulla base dell’intesa, gli esuberi per i quali Stefanel lo scorso mese ha aperto la procedura di licenziamento collettivo, passano così da 40 a 28 con un incentivo all’esodo pari a 18mila euro per i lavoratori con meno di 15 anni di servizio e a 20mila euro per chi ha maturato oltre quella soglia di anzianità. Cifre alle quali sommare l’indennità sostitutiva di preavviso, variabile secondo anzianità di servizio e inquadramento. Sempre nella giornata di oggi il Tribunale di Treviso ha omologato l’accordo di ristrutturazione del debito che conferma la validità del piano industriale presentato dalla Stefanel, che può così far fronte alle esigenze di liquidità e di produzione. Infine, anche l’eventualità di trasloco dello stabilimento di Ponte di Piave è stata arginata.

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“Una non indolore riorganizzazione aziendale - afferma Cristina Furlan, segretaria generale FILCTEM CGIL di Treviso -, ora ci auguriamo che ci possano essere le basi, industriali e finanziarie, non solo per tenere in piedi l’azienda ma per ripartire e rilanciare il marchio trevigiano conosciuto in tutto il mondo. In merito alla trattativa dobbiamo però evidenziare il rifiuto della Regione Veneto a finanziare percorsi di orientamento e di ricollocazione dei lavoratori licenziati, richiesta presentata congiuntamente da OOSS, Azienda e Unindustria lo scorso 4 ottobre in Direzione Lavoro. A nostro avviso - sottolinea Cristina Furlan - i lavoratori avevano tutti i requisiti previsti dal DGR del 19 luglio 2017 per accedere a tali percorsi, ma i dirigenti regionali hanno voluto interpretare la norma in modo esclusivo e lasciarli fuori”.

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