Ponte di Piave, donata al Comune una foto d’epoca

L'immagine ritrae un gruppo di militari reduci dalla guerra di Libia del 1911/1912

La consegna

Al Comune di Ponte di Piave è stata donata, dai signori Marson Sante, Anita, Angela e Ademo, una foto d’epoca che hanno ereditato dalla loro nonna. La Giunta Comunale, nella seduta del 7 gennaio 2020, ha preso atto della suddetta donazione, e l’ha collocata nell’atrio della Sede Municipale. «La foto – ha dichiarato il Sindaco Paola Roma – ritrae un gruppo di militari reduci dalla guerra di Libia del 1911/1912. Nel gruppo dei militi ritratti, quasi tutti residenti nel Comune di Ponte di Piave, è presente anche il Sig. Sante Marson classe 1886. Ringrazio il sig. Sante perché con questa sua donazione a favore della popolazione pontepiavense, ha voluto tenere vivo il ricordo di un soldato che ha combattuto per la Patria sacrificando la propria vita. Sante, infatti, partecipò successivamente con i gradi di Caporal Maggiore anche alla Grande Guerra 1915-1918 tra le file del 55° Reggimento Fanteria – 3^ Brigata Marche comandata dal Maggiore Bosi Cav. Angelo. Venne gravemente ferito durante i combattimenti sul Monte Piana, monte che proprio per le immani perdite subite tra le forze italiane fu ribattezzato, dai nostri soldati, “Monte Morte”. Ricoverato nell’ospedale principale di Padova morì il 2 aprile 1919, a seguito delle gravi sofferenze e alle pesanti fatiche sostenute nei campi di battaglia».

«Ringrazio la famiglia Marson -dichiara l’Assessore alla cultura Stefania Moro- perché in quel frame è racchiuso un mondo di emozioni e di ricordi: è questa la potenzialità espressiva della fotografia dove la storia viene raccontata dalle immagini senza il bisogno di parole». Il Sig. Marson Sante, che porta il nome del nonno proprio in omaggio al sacrificio del trentatrenne Caporal Maggiore ha voluto donare questa foto affinchè l’insegnamento da tramandare alle nuove generazioni sia che ogni soldato in guerra, in tutte le guerre, anela fortemente la pace, proprio perché ne porta le ferite fisiche, le cicatrici più profonde fino all’estremo sacrificio.

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