Pra’ dei Gai di Portobuffolè, Incidente di percorso blocca un'opera attesa da 50 anni

Una busta semi aperta alla gara d'appalto per l'invaso di Pra’ dei Gai per costruire gli argini di contenimento blocca l'iter burocratico

PORTOBUFFOLE' Un'opera destinata ad evitare disastri ambientali e geologici che hanno già visto colpite le terre di Motta di Livenza, Gorgo al Monticano e del Pordenonese viene bloccata.  La prospettiva dell'opera era stata illustrata nel corso di una riunione nel mese scorso nel comune di Portobuffolè dove erano presenti l’Assessore all'ambiente e protezione civile Gianpaolo Bottacin della Regione Veneto, l’Assessore all'ambiente ed energia Sara Vito della Regione Friuli Venezia Giulia, i sindaci dell'opitergino-mottense, i sindaci del Pordenonese e il Presidente della Camera di commercio di Pordenone.

Il Presidente della Camera di Commercio di Treviso - Belluno Mario Pozza è sgomento per la situazione di stallo e aveva già denunciato la situazione con il video "La grande alluvione", realizzato dalla Camera di Commercio di Treviso - Belluno e dalla Camera di Commercio di Pordenone.  "Il video era stato diffuso in anteprima lo scorso inverno nelle scuole di Motta e di Pordenone con la volontà di alzare l'attenzione degli amministratori sulla situazione, augurandosi di condividere il principio di prevenzione e non di passiva attesa nell'eventualità di raccogliere i cocci di una probabile nuova alluvione in una zona che già tanto ha subito.

Se l'opera di contenimento di Pra’ dei Gai non verrà fatta in tempi brevi, nuove vite potranno essere compiante dai veneti. Persone innanzitutto, così come il frutto del lavoro di molti capaci imprenditori e dipendenti di una zona ad altissima densità industriale e di eccellenze imprenditoriali! Pensavamo si potesse arrivare finalmente alla conclusione di questa assurda attesa, della messa in sicurezza dell’area di competenza veneta per arrivare ad una serenità per gli abitanti del territori interessati ed alzare così l'indice di qualità della vita e non del pericolo!" - Accusa Pozza - "Ricordo solo che negli ultimi anni ci sono stati due allarmi di pericolo di esondazione nella zona, l’ultimo nel 2010.

Vogliamo continuare ad essere la regione che traina l'economia d'Italia e poi vedere tutto spazzato via per un assurdo incidente di percorso? Una busta semi aperta? Chi l'ha fatto volontariamente o involontariamente dovrà fare i conti con la propria coscienza per eventuali prossimi accadimenti" - tuona Pozza - il cui pensiero è rivolto al futuro lavorativo dei giovani e alle persone che hanno già subito grandi lutti e danni nel recente passato a causa di opere idrauliche non fatte.

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