Ca' della Robinia, la difesa di Modolo: «Nessuna legge ad hoc»

Presentata, nel corso della prima udienza preliminare, una voluminosa documentazione che contesta l'ipotesi della Procura: altri cinque soggetti avrebbe utilizzato i fondi previsti dalla norma. A processo anche l'europarlamentare Remo Sernagiotto

L'europarlamentare Remo Sernagiotto

Si è conclusa con un rinvio al prossimo 9 aprile la prima udienza preliminare del caso Ca' della Robinia che vede indagati per truffa l'europarlamentare trevigiano Remo Sernagiotto e l’ex dirigente dei servizi sociali della Regione Mario Modolo. Ieri i legali dell'ex dirigente regionale hanno presentato una voluminosa documentazione che contesta l'ipotesi di una legge fatta "ad hoc" per Ca' della Robinia, dato che altri 5 soggetti avrebbe utilizzato i fondi previsti dalla norma. Ma quelli furono veri progetti di cooperazione sociale, mentre la cooperativa sociale di Bruna Milanese spese il denaro pubblico per tavolini e spine della birra.

Il terzo indagato, l'ex socio di Ca' della Robinia Pierino Rebellato, come Bruna Milanese, i figli Selene e Stefano Bailo e l'ex consigliere Roberto Ferro (che hanno patteggiato in fase di indagini) indagato per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale, ha  trovato un accordo con il pubblico ministero per un patteggiamento che sarà formalizzato alla ripresa del procedimento.

Secondo  le indagini coordinate dal sostituto procuratore Gabriella Cama, Sernagiotto e Modolo dettero il via al finanziamento di un progetto che doveva far sorgere una fattoria didattica per persone disabili nell'area dell'ex Disco Palace di Nervesa. Ma invece quello che venne realizzato fu una birreria  Per l'accusa Sernagiotto (difeso dall'avvocato Fabio Crea) sarebbe sceso in campo personalmente per risolvere i problemi finanziari di Giancarlo Baldissin (assistito dall'avvocato Massimo Benozzati) ovvero il proprietario della discoteca e socio in affari dell’ex assessore regionale al sociale che oggi siede sui banchi del parlamento di Bruxelles. Baldassin avrebbe quindi corrotto con 60 mila euro Sernagiotto e Modolo, una sorta di "percentuale" versata per aver fatto sì che che Ca' della Robinia, pur non essendo una vera cooperativa sociale, ottenesse un finanziamento da oltre tre milioni di euro reso possibile dalla legge regionale 8/2011 - di cui fu relatore Sernagiotto -  per l’istituzione del fondo di rotazione dei finanziamenti per progetti sociali da estendere anche al sostegno per l’acquisto di immobili. Come appunto l'ex Disco Palace di Nervesa, acquistato, sostiene la Procura,  per consentire a Baldassin di recuperare liquidità necessaria a coprire i debiti.

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