Estorsione ai danni di una giovane con deficit cognitivo: 50enne a processo

La donna, residente a Montebelluna, è accusata di aver estorto alla giovane più di 33mila euro grazie all'aiuto di un complice albanese che ha già patteggiato in udienza preliminare

Più di 33mila euro estorti con il ricatto ad una giovane di Montebelluna affetta da deficit cognitivo. Per questa ragione D.R, una 50enne residente a Montebelluna è finita sotto processo con l'accusa di estorsione e circonvenzione di incapace.

Una trappola che la donna avrebbe teso insieme ad un uomo albanese, che a sua volta aveva stretto in precedenza una sorta di relazione sentimentale con la vittima e che ha già patteggiato per gli stessi reati in udienza preliminare. Proprio la storia tra la ragazza e l'albanese sarebbe stata il grimaldello utilizzato da D.R. per spillare soldi, perché quell'amore avrebbe dovuto rimanere un segreto per la famiglia della vittima, che all'albanese aveva dato denaro e fatto regali, tra cui un'auto da 18mila euro. "Se non paghi racconterò tutto a tuo padre, gli dirò dei tuoi regalini" era scritto negli sms che la 50enne, tra il giugno del 2014 e l'inizio estate del 2016, avrebbe ripetutamente inviato alla ragazza, costretta a comperare il silenzio con 300 o anche 400 euro alla settimana. Poi la giovane, dopo essersi vista "fregare" più di 30mila euro, avrebbe deciso di raccontare tutto proprio ai familiari e sono partite le denunce che hanno portato al processo in corso.

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