Quattordici profughi rimangono senza gas, luce e acqua in casa

Il gruppo è stato trasferito da Treviso in una nuova abitazione a Saletto di Breda, ma all'arrivo hanno trovato tutte le utenze chiuse. Per fortuna avevano con loro un generatore

L'esterno dell'immobile di via Bovolon

Si è sfiorata l'emergenza nei giorni scorsi in via Bovon a Saletto di Breda di Piave. Quattordici profughi, inizialmente a carico di Civico 1 a Treviso, sono stati difatti spostati in una nuova abitazione in zona nella giornata di giovedì, ma al loro arrivo si sono trovati senza gas ed energia elettrica, oltre che senza acqua visto che la stessa viene presa dai pozzi con un'autoclave. L'immobile, che fino ad aprile era gestito dalla Cooperativa Alternativa di Vascon, è stato poi affittato alla cooperativa Auryn di Carbonera che si è subito prodigata per risolvere la situazione, anche se fortunatamente alcuni nuovi ospiti avevano con sè un generatore a benzina e con quello si è momentaneamente tamponato uno dei problemi. Fortunatamente, però, nelle ultime ore i tecnici dell'Enel sono riusciti a ripristinare la corrente, mentre per il gas si dovrà attendere la giornata di lunedì. Nel frattempo, come riporta "il Gazzettino", i migranti hanno iniziato a fare su e giù dal bar locale per ricaricare i telefoni, ma il problema principale rimane che molti di loro frequentano la scuola serale a Treviso e la distanza da casa è ora notevole. L'importante, per tutti, è però avere un tetto sulla testa in attesa di tempi migliori.

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