Il progetto "LIFE - no drugs be free" ha fatto tappa a Treviso: l'obiettivo è arrivare a Roma

Si tratta di un giro d'Italia a staffetta in bicicletta che, da Udine a Marsala (TP), converge a tappe verso la capitale dopo oltre 3000km. Il tutto per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema del disagio giovanile

TREVISO Un modo diverso di festeggiare il 2 giugno, Festa della Repubblica, all'inizio dell'Ultimo Miglio dell'Ostiglia a San Giuseppe di Treviso. Un nutrito gruppo di ospiti della "Piccola Comunità" di Conegliano è infatti giunto presso la nuova ciclabile per un'escursione alla volta di Jesolo nell'ambito del progetto "LIFE - no drugs be free" che dal 2009 coinvolge le strutture che si occupano delle tossico-dipendenze e delle condotte comportamentali disfunzionali tra i giovani, gli operatori e gli ospiti.

Si tratta di un giro d'Italia a staffetta che da Udine a Marsala (TP) converge a tappe verso Roma dopo oltre 3000km, il tutto col patrocinio, tra gli altri, del Coni e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. "Il percorso svolto dai pazienti all'interno delle comunità, che ha l'obiettivo di migliorare la propria vita attraverso l'impegno e l'esercizio - racconta il dott. Marco Angeleri che accompagnava il gruppo - viene riproposto e simboleggiato con una staffetta in bici per rafforzare la consapevolezza che il proprio cammino è interdipendente dal percorso di chi ci accompagna e condivide con noi le medesime finalità". E' inoltre da segnalare che quest'anno sono state coinvolte 35 strutture per un totale di oltre 600 ragazzi ed adulti. Insomma, un modo 'sportivo' ed efficace per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema del disagio giovanile, ma anche per unire comunità e centri pubblici e privati che, tra mille difficoltà, s'impegnano quotidianamente nel recupero di tanti giovani.

Abbiamo chiesto ad Emma, una delle partecipanti, di raccontarci le sue sensazioni: "Sono entrata in comunità a gennaio 2015 con una terapia di metadone equesta è la mia seconda "pedalata della vita": fantastico! Respiri, resisti, t'incazzi con te stesso ed i tuoi limiti. Poi c'è la voglia di vivere e l'abbraccio della natura che ti scorre accanto mentre pedali. Mai per me lo sport avrebbe potuto significare così tanto". Ed il sorriso contagioso di Emma e degli altri raccontano più di tante parole.

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