Come difendersi dal terremoto: la Protezione Civile sale in cattedra a Sernaglia e Falzè

Si è concluso nei giorni scorsi il progetto scuola che ha visto coinvolti un gruppo di volontari della Protezione Civile e ben trecento alunni delle elementari dei due comuni trevigiani

SERNAGLIA DELLA BATTAGLIA Si è concluso dopo due intensi mesi di lezione il “Progetto scuola” che ha visto nei fine settimana di aprile e maggio una decina di volontari della Protezione civile Ana di Conegliano e Vittorio Veneto tenere a circa 300 alunni delle elementari di Sernaglia e Falzè di Piave lezioni teoriche e pratiche sui comportamenti da tenere in caso di emergenze, e di terremoti in particolare.

Amministrazione comunale e direzione didattica hanno chiesto all’Ana di spiegare ai bambini di tutte le classi (dalle prime alle quinte) cosa occorra fare in caso di terremoto, accompagnando la teoria alla pratica. “La nostra “lezione” dura circa due ore e parla della protezione civile in senso generale – spiegano i volontari – includendo anche il racconto di cosa le nostre sezioni hanno fatto dopo il sisma della scorsa estate nell’Italia centrale. In particolare, siamo stati attivi nel maceratese, ad Arquata e ad Amatrice”. Visto che le scuole provvedono in forma autonoma a simulare i comportamenti da tenere in caso di emergenza all’interno dell’edificio scolastico, le lezioni dei volontari si sono concentrate in particolar modo su ciò che va fatto in casa durante e dopo una scossa. Oltre alla teoria, come detto, si è puntato molto sulla pratica: “Abbiamo proposto ai bambini di Sernaglia il “gioco della fiducia” – proseguono i volontari – che consiste nel riprodurre la situazione che si può verificare in un’abitazione in caso di terremoto notturno. Nel gioco, un bambino bendato fa il “terremotato”, un altro – che indossa il nostro caschetto protettivo – fa il volontario della protezione civile e lo accompagna in un percorso accidentato che creiamo utilizzando materassini semi sgonfi, gradini, birilli e altro per fare capire quanti ostacoli debba superare una persona per uscire di casa in una situazione del genere al buio. Ai bambini mostriamo anche due filmati: uno con la scossa di terremoto del 24 agosto 2016 all’interno di una casa del centro Italia, l’altro con la consegna di una scuola al Comune di Arquata. Con le nostre attività – concludono – vogliamo fare capire ai bambini che la protezione civile siamo tutti noi”.

“Per il primo anno questo progetto si è svolto nelle nostre scuole elementari – spiega l’assessore comunale alla protezione civile Vanni Frezza – vediamo l’attività svolta egregiamente dai volontari come l’inizio di un percorso che porti a coinvolgere anche le scuole medie. Crediamo che queste esperienze rimangano impresse nei bambini, che ricevono un’infarinatura di protezione civile che possono trasmettere a loro volta alle famiglie”. Giuliana Barazzuol, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Sernaglia, conferma: “Come istituzione scolastica siamo completamente soddisfatti per la buona riuscita del progetto che ci è stato proposto e che abbiamo accolto con entusiasmo. L’iniziativa ha avuto un impatto molto positivo sugli alunni, che hanno già iniziato a trasmettere ai familiari quanto spiegato loro dai volontari, ai quali non possiamo che essere grati per l’opera educativa svolta”.

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