Sfruttamento della prostituzione e fatture false: cinque arresti

L'indagine dei carabinieri di Bassano del Grappa, in collaborazione con la Gdf, ha portato alla luce un fiorente giro di appartamenti nel vicentino e nel trevigiano, fino a 20 contemporaneamente, utilizzati per la prostituzione

BASSANO DEL GRAPPA Vasta operazione congiunta fra l’Arma e la Guardia di finanza volta alla repressione dello sfruttamento della prostituzione e dell’emissione di fatture false: 5 persone in manette. Una complessa attività di indagine dei carabinieri di Bassano ha portato alla luce un fiorentissimo giro di appartamenti nel vicentino e nel trevigiano, fino a 20 contemporaneamente, utilizzati per la prostituzione. Gli arrestati avevano congegnato un astuto sistema di “teste di legno” per tentare di eludere i controlli delle forze dell’ordine sulle unità abitative utilizzate dalle prostitute. L’attività d’indagine, in fase avanzata, ha poi fatto emergere irregolarità di matrice fiscale per cui è stato coinvolto il locale comando della guardia di finanza. In queste ore e’ in corso l’esecuzione di diverse misure di custodia cautelare con annesse perquisizioni e sequestri.

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I carabinieri e le fiamme gialle hanno scoperto un astuto sistema di sub-affitto “in nero”, escogitato dalla banda: individuati gli appartamenti potenzialmente vantaggiosi sotto il profilo della domanda da parte di donne e/o transessuali che si prostituivano, gli stessi sono stati affittati tramite prestanome a prezzo di mercato, per poi essere proposti a prezzi maggiorati fino al 500% .Gli odierni arrestati, come accertato dai carabinieri, hanno contattato di volta in volta donne e/o transessuali dediti alla prostituzione ricavando i numeri da svariati siti di incontri, proponendo i vari appartamenti declinandone le potenzialità in termini di “flusso di persone” oppure di “ambiente ottimale per la loro attività”, ma non solo. In più di un’occasione i soggetti, a fronte di maggiorazioni ulteriori, hanno adattato anche i locali sulle esigenze rappresentate, modificando ad esempio i colori degli ambienti o la loro disposizione o ancora dotando a richiesta di servizi aggiuntivi quali il Wi-Fi.

Il servizio fornito, osservato durante vari appostamenti da parte dei carabinieri, è di matrice “all-inclusive”, giungendo persino a ricevere ed accompagnare in loco con automezzi propri le donne ed i transessuali che di volta in volta hanno usufruito dei servizi di quello che potrebbe essere definito uno “smart hosting for prostitution”. L’illecito di fatto, come attestato dai militari dell’Arma bassanese, costituisce nel profittare di denaro provento diretto dell’attività di prostituzione, in aperto contrasto con la cd. “Legge Merlin”: un provento di tutto rispetto se si calcola una media di oltre 15 appartamenti, fra Vicentino e Trevigiano, gestiti contemporaneamente per un introito di almeno 2000 euro mensili per unità abitativa, dunque un annuale che sfiora i 400000 euro “puliti” e, ovviamente, senza rendicontazione.

A finire dietro le sbarre: il 48enne bassanese Claudio Fiorese, in carcere a Padova, a cui è stata sequestrata anche l’autovettura Volvo XC70, utilizzata per il reato; il 45enne bassanese Denis Pavin, in carcere a Vicenza, a cui è stata sequestrata anche l’autovettura Fiat Punto, utilizzata per il reato; la 44enne vibonese ma residente nel vicentino Paolina Maiolo, ai domiciliari; il 69enne trevigiano Galliano Nasato, ai domiciliari, a cui è stato sequestrato un appartamento di proprietà, utilizzato per il reato.

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Durante il prosieguo delle indagini sono emersi poi profili di apparenti irregolarità fiscali a carico di alcuni dei soggetti, elemento che ha portato i Carabinieri a coinvolgere anche il locale Comando Compagnia della Guardia di Finanza, i cui accertamenti investigativi successivi hanno fatto emergere il reato di “emissione di fatture per operazioni inesistenti” a carico di alcune “cartiere” gestite dagli indagati. Questa attività ha portato all’esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere per il 52enne romano residente nel trevigiano Massimiliano Maria Mastroianni, coinvolto nel reato fiscale. L'uomo è ora recluso nel carcere di Santa Bona a Treviso.

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