"E' nero, il ladro è per forza lui": il founder delle Puppets accusato di furto in un locale

Il 30enne imprenditore Dani Punto Rojo sarebbe stato additato come ladro dal titolare di una discoteca in cui stavano ballando le sue "Puppets". Il tutto per motivi razziali

Le Puppets sul palco e Dani Punto Rojo

"Siamo stati vittima di un'episodio di discriminazione razziale come società sportiva e come persone": a dirlo Dani Punto Rojo, titolare del negozio d'abbigliamento Caveau in via Collalto a Treviso e founder della Puppets Family, noto gruppo di danza hip-hop con sede in città. Nelle scorse ore, infatti, Dani e due sue giovani ballerine sono stati accusati di aver rubato 20 euro e due orecchini dal camerino di un noto locale della Castellana all'interno del quale stavano partecipando ad un serata musicale.

"Erano ormai diversi mesi che il locale ci cercava per collaborare, ma avevamo sempre declinato l'invito in quanto molto impegnati. Per sabato, però, ci eravamo accordati per realizzare l'animazione di danza della serata, anche in vista della programmazione invernale della discoteca che ci avrebbe visti coinvolti in prima persona - racconta ai nostri microfoni Dani Punto Rojo - Tutto è andato bene fin dall'inizio, le ragazze si sono divertite e hanno ballato alla grande, tanto da ricevere i complimenti del pubblico e degli organizzatori dell'evento. Poi però qualcosa è andato improvvisamente storto".

"Durante una pausa, infatti, si sono presentate in camerino due ventenni dipendenti del locale che ci hanno subito accusato di aver sottratto dallo spogliatoio 20 euro e due orecchini. Fin da subito abbiamo cercato di spiegare che noi non c'entravamo nulla, ma già dopo poco siamo stati malamente allontanati dal backstage e portati all'esterno per svuotare tasche, marsupi e borse - continua il founder delle Puppets - Ovviamente non è stato trovato nulla e difatti, poco dopo, siamo tornati nel locale per completare quanto eravamo stati chiamati a fare. A fine serata, però, l'amara sorpresa: il titolare ha rifiutato di pagarci i 300 euro pattuiti e ha chiesto ai bodyguard di scortarci all'esterno dove siamo poi stati platealmente additati come ladri. Anzi, a dir la verità il titolare ha accusato principalmente la mia persona, tanto che alla mia ragazza (una delle ballerine, n.d.r.) è stato esplicitamente detto: 'E' stato il nero! Chi altro vuoi che sia stato?'".

"E' vero, sono una persona di colore, ma davvero siamo arrivati al punto che solo per il colore della pelle il sospetto di un furto debba ricadere su di me? Per carità - chiosa il 30enne - può anche starci la perquisizione personale se hai dei dubbi. Non mi è mai successo nelle centinaia di eventi a cui abbiamo partecipato a livello nazionale, ma c'è sempre una prima volta. Ciò che fa arrabbiare è essere accusati in pubblico solo su base razziale, come preconcetto. Non lascerò però che questa vicenda rimanga impunita: mi sono già recato dai carabinieri di Castelfranco Veneto per spiegare l'accaduto e nelle prossime ore sporgerò querela. Non è possibile, infatti, che nel 2019 ci siano ancora persone che tengano comportamenti razzisti e ignoranti solo perché questa è la risposta più semplice ed immediata ai loro problemi".

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(Il marsupio svuotato di Dani dopo la perquisizione)

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