Estorsione al titolare di un bar, a processo il "re degli zingari"

Adriano Hudorovich, 67 anni di Paese, è accusato di essersi fatto consegnare 25mila euro da un 44enne che sarebbe stato minacciato di morte e di ritorsioni nei confronti della compagna e del figlioletto

Il tribunale di Treviso

Settimane di pesantissime pressioni ad una famiglia che aveva in gestione un bar a Quinto. Minacce anche di morte rivolte persino al figlio piccolo della coppia, nato solo qualche mese prima. Per questi fatti, che sarebbero accaduti nel 2009, è finito a processo con l'accusa di estorsione Adriano Hudorovich, 67enne giostraio residente a Paese. La vicenda risale al 2009 ma è emersa solo qualche anno dopo, quando la presunta vittima, un  44enne di Quinto, si è rivolto all'avvocato Catia Salvalaggio per alcuni problemi nella vendita del bar. «Hudorovich mi ha costretto a dargli 25 mila euro»: è il racconto dell'uomo, che dopo aver narrato la sua storia viene convinto dal legale, che oggi lo assiste dopo la costituzione come parte civile, a presentare denuncia. Secondo la versione del 44enne Hudorovich, che era un assiduo frequentatore del suo locale, gli avrebbe proposto un investimento finanziario.

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Ma lui i soldi che servono non li ha. E' una risposta che non soddisfa il 67enne che sarebbe diventato insistente. «Allora fatteli prestare»: gli dice. L'ex barista, che oggi è entrato nell'esercito, rifiutò nuovamente. Ed è allora che sarebbero iniziate le minacce. «Avete un figlio piccolo, datemi i soldi, non costringetemi a fare quello che non voglio fare...»: gli avrebbe detto Adriano Hudorovich. Questi ha poi aggiunto: «Se non mi date i soldi vengo a casa vostra con i miei nipoti». Poi avrebbe iniziato a tormentare la compagna del 44enne, aspettandola all'apertura del bar al mattino rivolgendole frasi oscene. «Non ho denunciato prima perché avevo paura per mio figlio e la mia compagna»: ha detto l'ex barista. Che poi però, su consiglio del legale, ha trovato il coraggio di presentare la querela.

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