Femminicidio, a Treviso 8mila firme da consegnare alla Boldrini

L'obiettivo è stato ampiamente superato. La Provincia, infatti, ha raccolto circa 8 mila firme che consegnerà alla presidente della Camera

Raccolte 8 mila firme contro il femminicidio a Treviso. L'obiettivo di raccolta di 5.000 firme è stato ampiamente superato. Venerdì la presentazione dei risultati della della raccolta di firme contro i femminicidi, lanciata dal tavolo promotore composto da CNA Impresa Donna, Commissione Provinciale Pari Opportunità e Consigliera di Parità di Treviso col supporto delle associazioni femminili delle diverse sigle sindacali (Cisl, Cgil, Uil), delle associazioni di categoria. 

Anche se alcuni giorni fa la legge è stata approvata da entrambi i rami del Parlamento, infatti, il gruppo ritiene di non abbassare la guardia. Controllare che la sua applicazione sia diffusa e rispettata in tutto il territorio nazionale e che ogni stato dell’Europa ne acquisisca la convenzione sottoscritta a Istanbul per non essere in nessun modo penalizzate. Inoltre, sono state presentate le future iniziative da mettere in pratica. Sono intervenute, oltre all'assessore provinciale alle Politiche Sociali Paolo Speranzon, la presidentessa della Commissione Provinciale Pari Opportunità, Antonella De Giusti, la Consigliera di Parità della Provincia di Treviso, Stefania Barbieri, e la coordinatrice CNA Impresa Donna, Mariarosa Battan.

“Abbiamo voluto lanciare questa raccolta firme ponendo già gli obiettivi: quello di sostenere progetti educativi per far combattere la violenza di genere, chiedendo i contributi per mettere in pratica nuove azioni – ha detto la De Giusti – La raccolta ha portato grandi soddisfazioni, perchè l'obiettivo di 5.000 è stato ampiamente superato: oltre 8.000! Non ci fermeremo certo qui, perchè l'iniziativa ci rende orgogliosi. Vogliamo realizzare innanzitutto un seminario per tutte le scuole superiori dove non soltanto gli esperti parlino del problema della violenza sulle donne, ma aiutino anche i ragazzi a riconoscerla per prevenirla”.

“Sono sempre molto emozionata quando parlo dei problemi delle donne – ha detto la Battan – I problemi non sono mai risolti, le leggi applicate male, i finanziamenti scarseggiano. Spesso si pensa troppo al sensazionalismo, invece abbiamo bisogno di concretezza. Il testo concordato dal tavolo ha fatto partire la raccolta firme. Sappiamo che non siamo gli unici, ma pronti al confronto con tutti. Le donne divise non fanno strada. Uniamoci per queste tematiche. Anche per affrontare la questione della convenzione di Istanbul che non viene rispettata da tutti i Paesi”.

“L'obiettivo è quello di dare veramente supporto alla nuova legge – ha detto la Barbieri – Dare un segnale di cambiamento. Lavorare in rete, con massima disponibilità, perchè sia dovere istituzionale che dovere morale”.

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E' intervenuta anche Cinzia Bonan della Cisl di Treviso: “Bisogna iniziare a cambiare la cultura. Troppo spesso la violenza sulle donne viene valutata come un qualsiasi incidente, invece bisogna capire che chi fa male a una donna fa male a tutti”.

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