Raccolta firme contro la pista ciclabile a Santa Bona: già tantissime le adesioni

Solo la pioggia e il maltempo hanno rovinato l'iniziativa dell'ex consigliere comunale Enrico Renosto, nata con lo scopo di salvaguardare il quartiere di Santa Bona dal rischio allagamenti

TREVISO Avrebbero potuto essere ben più di un centinaio le firme che il comitato "Quartieri vivi e attivi" ha raccolto nelle scorse nel quartiere di Santa Bona, ma il maltempo ha rovinato agli organizzatori un'iniziativa nata con lo scopo di protestare contro il nuovo progetto di riqualificazione comunale destinato a via Santa Bona Vecchia.

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Un piano che prevede la sistemazione dell'impianto fognario e dell'illuminazione stradale, oltre alla costruzione di una pista ciclabile su ambo i lati della strada. E' proprio quest'ultimo punto a essere finito nel mirino dell'ex consigliere comunale Enrico Renosto che ha spiegato ai nostri microfoni le ragioni della raccolta firme organizzata dal suo comitato. "Con la costruzione di una ciclabile che prevede il tombinamento dei fossi di via Santa Bona Vecchia, il nostro quartiere rischia d'essere soggetto a una serie di allagamenti dal momento che si tratta di una zona depressa, con grossi problemi per lo scorrimento delle acque".

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Il progetto che la giunta Manildo vorrebbe far partire già in questa primavera, deve ancora essere approvato dal Genio Civile ed è a loro che Renosto e i membri del suo comitato, porteranno le firme raccolte nelle scorse ore tra i residenti del luogo. Quasi cento le adesioni alla protesta, rovinata però dall'arrivo del maltempo. In base alla decisione del Genio Civile i manifestanti valuteranno se organizzare un altro tavolo di firme oppure se portare solo quelle già raccolte in precedenza, sperando siano sufficenti a dimostrare i punti di debolezza della futura ciclabile. "Quel che è certo" afferma Renosto "è che si tratta di un progetto-pezza organizzato in vista delle elezioni. Da anni si parla di costruire una nuova pista ciclabile a Santa Bona, lo dimotrano le diverse lettere di esproprio inviate la scorsa primavera dal Comune. Se però il progetto precedente prendeva in considerazione l'idea di costruire una ciclabile dal costo di tre milioni e mezzo di euro, senza tombinare i fossi, l'idea attuale è quella di costruire un percorso del valore di appena un milione e settecentomila euro destinato a distruggere il quartiere. Speriamo vivamente che l'amministrazione prenda in considerazione le nostre proteste prima di dare il via definitivo ai lavori".  

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