Folle scommessa su WhatsApp: rapinano in serie trans e lucciole

Arrestati dai carabinieri due operai di Nervesa di 26 e 35 anni, sono stati fermati dai carabinieri dopo un vero e proprio raid. Una lucciola romena ferita con un mozzicone

NERVESA DELLA BATTAGLIA Avevano fatto una folle scommessa con gli amici, condivisa su WhatsApp: fare una serie di rapine a transessuali e lucciole che vendono il loro corpo lungo la Pontebbana. Quella che sembrava essere una goliardata (quello che in gergo viene chiamato "puttan tour") si è trasformata in una feroce e spietata spedizione punitiva nei confronti di viados e prostitute che sono state selvaggiamente picchiate e private del poco denaro che avevano in tasca. Protagonisti di questa assurda sfida due operai di Nervesa, di 26 e 35 anni, che sono stati arrestati nella notte dai carabinieri di Treviso per rapina e tentata rapina e ora si trovano rinchiusi nel carcere di Santa Bona. Entrambi non hanno nessun precedente penale alle spalle.

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La "spedizione punitiva" dei due giovani era cominciata poco dopo la mezzanotte: prima di partire, per non essere riconosciuti dalle vittime, avevano coperto le targhe della Alfa 147 con cui avrebbero agito con dei guanti. Il primo a finire nel mirino è stato un transessuale brasiliano, nei pressi di Ponte della Priula: lo straniero è stato strattonato e derubato dei 50 euro che teneva in tasca. Pochi minuti dopo è stata la volta di un altro viado, sempre brasiliano, a cui è stato riservato lo stesso trattamento, "condito" però da calci e pugni. Anche in questo caso è stato magro il bottino: 50 euro. Entrambi i trans hanno riportato lesioni guaribili con dieci giorni di prognosi.

Le scorribande dei due operai sono proseguite nella zona di Spresiano dove ad essere prese di mira sono state due giovani lucciole, una moldava ed una romena: entrambe le straniere sono riuscite a resistere all'aggressione e a scacciare i malviventi. Una delle prostitute però, tentando di sfuggire a uno degli operai, è stata addirittura ferita con il mozzicone acceso di una sigaretta, spenta sul braccio della malcapitata (anche per lei saranno 10 i giorni di prognosi). Fortunatamente sulle loro tracce, dopo l'allarme lanciato al 112 dalle vittime, c'erano già i carabinieri che hanno messo fine all'assurda scommessa dei due operai, bloccando ed arrestando entrambi mentre stavano tornando a casa. In auto avevano ancora parte della refurtiva, denaro ed un telefono cellulare rubato nel corso della stessa nottata. A coordinare le operazioni il comandante dei carabinieri di Treviso, Stefano Mazzanti.

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