Esplosivi e armi da guerra, incendi e rapine: scacco matto alla banda del botto

Operazione in corso in queste ore dei carabinieri: arrestato anche un sinti residente a Mogliano Veneto e trovato in possesso di 40gr. di hashish e di un bilancino di precisione

Scacco matto alla banda del botto: i carabinieri del Comando provinciale di Brescia, in collaborazione con i colleghi dei comandi di Padova, Treviso e Vicenza, dalle prime ore di sabato mattina stanno eseguendo una serie di ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip del Tribunale di Brescia su richiesta della Procura, nei confronti di due cittadini italiani di origine sinti, residenti a Mogliano Veneto e nel padovano. Il "trevigiano", A.L. di 34 anni, durante la perquisizione è stato anche trovato in possesso di 40gr. di hashish e di un bilancino di precisione. Entrambi sono ritenuti responsabili - in concorso tra loro e in complicità con altri due italiani di origine sinti residenti nel padovano- dei reati di detenzione illegale di arma da guerra ed esplosivo, ricettazione, tentato furto e furto ai danni di dispositivi bancomat presso istituti di credito, nonché di riciclaggio e incendio.

Le indagini

A detta dei carabinieri che hanno anticipato la notizia, i componenti della banda si sarebbero resi responsabili di una serie di assalti al bancomat, anche nel bresciano. Sono attualmente in corso anche altre sei perquisizioni personali e domiciliari nei confronti di altri soggetti, indagati per favoreggiamento. Nel corso dell'attività investigativa è stato sottoposto un fucile d'assalto prodotto nella ex Jugoslavia, con relative munizione, rinvenuto in provincia di Padova all'interno di un tombino stradale utilizzato come nascondiglio dal gruppo criminale. L’attività d’indagine trae origine dal tentato furto al bancomat della filiale di Padenghe (BS) della Banca di Credito Cooperativo del Garda, avvenuto il 14 ottobre  del 2017.  Durante il blitz, cinque uomini - di cui uno armato di fucile d’assalto -  hanno divelto lo sportello per piazzare all’interno una carica esplosiva azionata da un dispositivo elettrico, senza tuttavia riuscire a prelevare il contenuto della cassa.

I colpi messi a segno

Le indagini dei Carabinieri di Salò hanno consentito di individuare la macchina, una Porsche Cayenne di colore bianco, utilizzata dal gruppo criminale. La successiva attività investigativa, svolta anche mediante attività tecnica e con la collaborazione del personale del comando provinciale di Treviso, ha permesso ai militari di localizzare l’auto utilizzata - data alle fiamme dal gruppo quando non ritenuta più sicura - e di raccogliere elementi di colpevolezza nei confronti dei 4 uomini. I quattro sarebbero responsabili anche di altri due colpi: il tentato furto al bancomat della filiale Unicredit di Ozzano dell’Emilia (BO) e il furto aggravato presso la Bcc Cassa Padana di Bovolone (VE), con bottino di 8mila euro.

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