Dal carcere alla pena di morte: lo Psychiatric Circus - Alcatraz racconta la vita dei detenuti

Dolore e compassione, amore e vita, il tutto tra acrobati, cabaret e puro teatro: questo è il nuovo spettacolo circense in scena a Villorba fino a domenica sera

VILLORBA Se cercate uno spettacolo circense dai toni forti, diverso dal solito e che vi tenga incollati alla sedia per oltre due ore, la scelta giusta da fare è quella di partecipare alle serate dello Psychiatric Circus che torna a Villorba, ad un anno di distanza dall'ultima apparizione, questa volta con lo show "Alcatraz".

Tra cabaret, puro teatro e acrobati di livello internazionale, lo show si dipana tra momenti di comicità assoluta (anche grazie ad un grande attore come Alberto Gamberini, vero maestro nel tenere il palco ed improvvisare con i 'malcapitati' di turno del pubblico), acrobazie aeree e tanti spunti di riflessione su una tematica quanto mai attuale come quella delle condizioni dei detenuti in carcere. "Il nostro intento è quello di proporre uno show dalle tinte forti che però riesca a coinvolgere e divertire il pubblico – spiega la regista Sandy Medini – Vogliamo raccontare storie grottesche, esperienze amare che prendono forma attraverso immagini poetiche e suggestive, capaci di emozionare. Senza dimenticare, però, che accanto alla brutalità dell’animo umano, si può reagire anche attraverso il sorriso“.

Ambientato tra le mura della celebre prigione di San Francisco, “Alcatraz” è uno spettacolo inedito a metà tra circo e teatro, e racconta le vicende di molteplici detenuti, persone trasformate in codici e corpi che subiscono abusi e soprusi, fino a diventare contenitori vuoti. Ma all’interno di quelle mura chi è il vero criminale? Chi disobbedisce alle regole della società o un’istituzione contraddittoria e ipocrita che si prefigge lo scopo di punire senza sofferenza? 

L’idea di questo nuovo show nasce dalla mente delle famiglia italiana Bellucci-Medini, da sempre nel mondo dello spettacolo ed in continua ricerca di modi diversi di fare arte. Un'idea completamente azzeccata visto lo scroscio di applausi continuo che accompagna gli artisti durante tutto lo spettacolo. Insomma, uno spettacolo vivo, genuino e con una morale profonda...uno show "di artisti matti per persone matte"!

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