Tragedia del Molinetto, le motivazioni: "Pericolo sottovalutato dalle vittime"

Così gup Angelo Mascolo nelle motivazioni della sentenza con cui a gennaio, in abbreviato, ha assolto tutti gli imputati: "Le fotografie mostrano le persone che, con l'acqua oramai a mezza gamba, continuano a ridere e scherzare"

Una celebre immagine della tragedia del Molinetto della Croda

E' stata l'imprudenza delle vittime a causare la tragedia di Molinetto della Croda il 2 agosto del 2014. Lo scrive il gup Angelo Mascolo nelle motivazioni della sentenza con cui a gennaio, in abbreviato, ha assolto tutti gli imputati: Valter Scapol, il presidente della locale Pro Loco, gli architetti Annalisa Romitelli (all'epoca dei fatti responsabile dell'ufficio tecnico del Comune) e Leopoldo Saccon e il geologo Celeste Granziera (questi due ultimi i tecnici della Tepco, lo studio che si occupò della consulenza per la redazione tecnica del Pat), finiti a giudizio con l'accusa di disastro colposo.

«Lo svolgimento dei fatti - scrive il giudice dell'udienza preliminare - fa ritenere senza alcun dubbio che la condotta imprudente delle vittime sia tale da rescindere in maniera totale il nesso di causa tra il comportamento degli imputati e la tragedia». Nelle motivazioni il giudice osserva che "le fotografie mostrano le persone che, con l'acqua oramai a mezza gamba, continuano a ridere e scherzare". Come riportato nella perizia del tribunale per Mascolo vi sarebbe stata una ridotta percezione del rischio". Il che ha fatto sì che, contrariamente ad altri partecipanti alla "festa dei omi" che si svolgeva quella sera sotto il tendone della Pro Loco sulla spianata a fianco del letto del torrente Lierza straripato, le vittime siano rimaste sotto la tensostruttura poi travolta da un furgoncino investito dalla piena del torrente.

Le motivazioni spiegano che la zona era in effetti inserita fra quelle a rischio idrogeologico nel Comune di Refrontolo e che il Pat, pur formalmente corretto, era però "scritto male". Ma, continua il gup, nessun piano di protezione civile avrebbe potuto essere efficace nel salvare quelle vite, data anche l'imponderalità del fenomeno temporalesco che fece cadere una enorme quantità di acqua alle sorgenti del Lierza, ingrossando a dismisura il corso d'acqua. La Procura ha annunciato il ricorso. «In quel posto -ha spiegato il Procuratore della Repubblica di Treviso Michele Dalla Costa- non ci sarebbe dovuta essere una festa. Questa è una sentenza che da la colpa alle vittime».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tragedia al ritorno dalla discoteca, Alberto Antonello positivo alla cannabis

  • Donna viene investita da un'auto e muore: è caccia al pirata della strada

  • Troppo grande la sofferenza per la malattia: ex assessore comunale si toglie la vita

  • Travolto dal suo furgone mentre lo sta caricando, muore ambulante

  • Si era dato fuoco di fronte al "Per Bacco", muore dopo cinque giorni di agonia

  • Aneurisma fatale, muore dopo due mesi in ospedale: era appena diventato papà

Torna su
TrevisoToday è in caricamento