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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Cronaca Sant'Antonino / Piazzale dell'Ospedale

Encefalite da zecca: ancora gravissimo l'ornitologo ricoverato al Ca' Foncello

Il 50enne si trova presso il nosocomio trevigiano da settimane per una pericolosa infezione dovute alle gravi le ripercussioni della puntura dell'insetto

TREVISO La Direzione dell’Azienda Ulss 9 di Treviso comunica che l’ornitologo ricoverato al Ca’ Foncello per encefalite in seguito alla puntura di una zecca continua ad essere ricoverato in Terapia Intensiva. Il paziente, come riferiscono i medici curanti, pur in condizioni ancora serie, da ieri ha dato i primi segni di un lieve miglioramento del quadro neurologico.

Ricordiamo comunque che il fenomeno viene monitorato già da un paio d'anni, dal momento che la zecca si sta rivelando come uno degli animali più pericolosi nel nostro territorio. Le zone della Pedemontana e del vittoriese, nella fascia compresa tra i 300 e i 1500 metri, ne sono letteralmente invase. Anche l'asta del Piave, essenzialmente dove in primavera transitano le greggi, presenta popolazioni di zecche mai viste prima. Le possibili conseguenze di una puntura di zecca possono essere le seguenti: una è la Borelliosi o Morbo di Lyme, infezione batterica che si manifesta entro trenta giorni con eruzioni cutanee, febbre e spossatezza, che però è facilmente curabile con antibiotici; diverse invece le conseguenze della Tbe, o Encefalite da zecca, sintomi con cui si sono presentati i tre casi affrontati al Ca’ Foncello questa estate. 

Ha origine virale e colpisce il sistema nervoso centrale: la malattia si palesa dai tre ai venti giorni dal morso con febbre altissima e fortissimi mal di testa. La Tbe viene trasmessa da zecche che, in precedenza, sono state a contatto con animali come topi, ungulati o uccelli infetti. Si calcola che solo l'uno per cento delle zecche siano infette e quindi causa di encefaliti. Inoltre le conseguenze del morso variano da persona a persona: c'è chi rimane indenne e chi invece è meno fortunato. Ma questo non vuol dire abbassare la guardia. Il modo per prevenire i grossi guai legati alla Tbe esiste: un vaccino. Nel sistema sanitario trevigiano questo farmaco è ancora a pagamento (120 euro il costo complessivo), ma se le emergenze dovessero aumentare nei prossimi giorni, la provincia potrebbe decidere di rendere gratuito il vaccino, proprio come successo in provincia di Belluno.

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