False polizze sulla vita, assicuratrice truffa due clienti: denaro sparito

Denunciata una 51enne di Revine Lago, subagente di una società: alle prime richieste di riottenere denaro ed interessi la donna aveva replicato con pesanti minacce. Da qui la decisione delle vittime di rivolgersi ai carabinieri di Cison di Valmarino

La firma di una polizza

Due impiegate si erano affidate a lei, consegnandole complessivamente una somma di circa 27mila euro, denaro investito in altrettante polizze sulla vita. Al momento di riscuotere la somma e gli interessi, alla normale scadenza del contratto, entrambe si sono trovate di fronte ad una brutta sorpresa: il denaro era sparito nel nulla e la replica alla richieste di renderlo alle proprietarie erano state pesanti minacce. Al centro di questa vicenda c'è una donna, K.S., 51 anni, subagente assicurativo con precedenti alle spalle, residente a Revine Lago. I carabinieri della stazione di Cison di Valmarino, dopo una lunga indagine portata avanti dopo le denunce delle vittime della subagente, hanno denunciato una 51enne per truffa, minaccia, falsità in scrittura privata, appropriazione indebita e violazione delle norme antiriciclaggio finanziario.

Gli accertamenti dei militari di Cison, come detto, sono iniziati dopo le querele presentate da due donne, una 51enne residente a Revine Lago, separata, e una 32enne, regolarmente sposata e residente a Farra di Soligo, le quali, su proposta di S.K., avevano sottoscritto entrambe una polizza assicurativa sulla vita, consegnando somme di denaro per un totale di circa 27mila euro nel periodo compreso tra aprile 2017 e dicembre 2018.

Alla scadenza delle polizze è emersa la verità circa quello che doveva essere un ottimo affare: S.K. non ha reso alle due donne i capitali e gli interessi maturati e dopo la diffida ad adempiere presentata da una delle contraenti, la 51enne ha reagito con gravi minacce. Le indagini hanno permesso anche di verificare che la società assicurativa per la quale S.K. è subagente non è una compagnia legittimata all’emissione di polizze, pertanto i contratti sottoscritti dalle due vittime risultavano del tutto falsi.

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