Home Festival, gli organizzatori alla città: "Vale la pena restare?"

L'edizione 2013 dell'Home Festival si farà ed è già in fase di preparazione, ma non è certo che si terrà a Treviso. Ecco le richieste degli organizzatori della kermesse all'amministrazione locale

Foto: Synergiaphoto

Rastare o non restare? Gli organizzatori dell'Home Festival stanno già riscaldando i motori: gli artisti principali sono stati opzionali e ci sono tutte le carte in regola per un'edizione da urlo.

Nel circuito delle agenzie italiane e internazionali la visibilità di un palco che nel 2012 ha attirato 85mila spettatori fa gola a tanti, ma resta il problema più spinoso, emerso già alla fine dell'edizione 2012: dove?

Gli organizzatori del festival infatti sono ancora titubanti: vale la pena rimanere a Treviso?

PERCHE' RESTARE? - Le istituzioni negli ultimi mesi hanno mostrato disponibilità a non lasciarsi sfuggire la kermesse e si stanno attivando in questo senso, complice il clima da campagna elettorale che si respira in città in vista delle elezioni comunali.

Proprio perché nessuno, al momento, sembra essere contrario all'evento, la sua "mente", Amedeo Lombardi, vuole porre dei paletti chiari per capire se Treviso voglia sostenere quella che nei prossimi tre anni mira a diventare la manifestazione italiana musicale più importante a livello internazionale.

E’ necessario uno sforzo comune e corale - sottolinea Lombardi - Un investimento che la città deve fare su stessa e dal punto di vista sociale e dal punto di vista culturale, ma anche e soprattutto da quello commerciale in modo da continuare a mantenere la manifestazione ad ingresso gratuito con servizi, garanzie e sicurezza sempre di alto livello".

LE RICHIESTE - "Le richieste che facciamo e di cui abbiamo bisogno sono semplici e sempre le stesse, ma sulle quali - ribadisce - poi gli amministratori saranno chiamati a decidere dandoci delle risposte. E un conto è dire 'Sì, ci piace l’Home Festival', un altro è essere veramente operativi”.

In testa alle richieste del team dell'Home Festival la bonifica definitiva e la messa in sicurezza dell'area della Dogana, in modo che sia idonea allo svolgimento anche di altre manifestazioni.

Secondo punto, la questione del parcheggio e della viabilità: per la riuscita del festival sono necessarie agevolazioni nella gestione dei servizi per sgravare l’organizzazione dei compiti logistici connessi alla movimentazione delle auto, moto e bici che arrivano in Dogana.

Non meno importate l'istituzione di bus navetta dalla stazione dei treni, dall’aeroporto e dal centro città verso l'area del festival, per agevolare il turismo locale anche durante il giorno. 

Quarto punto la disponibilità da parte degli esercizi commerciali e le strutture ricettive della città ad accogliere migliaia di presenze e a intrattenerle con eventi paralleli al festival, per realizzare un grande cartellone che faccia muovere gente da tutta Italia e dall'estero e dia loro un motivo per visitare la Marca.

Ultima richiesta la possibilità di realizzare un campeggio temporaneo nelle vicinanza dell’area Dogana o provvedere a realizzare dei pacchetti ad hoc, ma estremamente economici, per ospitare gli spettatori, per lo più giovani "low cost"

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Noi da Treviso non vogliamo muoverci, il nostro cuore è qui - precisa Lombardi - Ma spesso amare una persona che non ti contraccambia è doloroso e dannoso”.

“Ci piace la musica, la gioia, la gente e noi non vogliamo soffrire per un 'qualcosa' che viene pensato, creato e realizzato con non poca fatica per tutt’altro motivo - conclude - In questo ci stiamo riuscendo, ma non riusciamo a far capire il valore, le potenzialità e le opportunità che questa kermesse crea e che noi renderemo pubbliche il prossimo 5 marzo con il secret show all’Home, in Fonderia”.

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